Sicilia, Marzana (M5S): arrivano i fondi del “Proteggi Italia”. Ora sviluppo economico che punta su valore territorio

“Grazie al decreto che attiva il ‘Piano Nazionale per la sicurezza del territorio’, arriveranno in Sicilia oltre 221 milioni di euro per l’emergenza maltempo. La vecchia politica ha lasciato all’incuria la nostra Regione, ora possiamo puntare su uno sviluppo economico che fa del territorio il suo punto di forza”. Così la deputata Maria Marzana in merito al Decreto “Proteggi Italia”, il Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, il Ripristino e la Tutela della Risorsa Ambientale” firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.
“Questo Governo stanzia quasi 11 miliardi per il triennio 2019-2021, fondi che sono a disposizione degli enti locali e delle Regioni. Si tratta del più grande Piano mai realizzato prima contro il dissesto idrogeologico e il maltempo e si basa su 4 pilastri: rispondere alle emergenze, potenziare la prevenzione e la manutenzione, avviare una semplificazione delle procedure per velocizzare gli investimenti e migliorare sia il controllo che la gestione degli stessi.
Ad oggi sono già stati ripartiti alle Regioni i fondi riguardanti l’emergenza maltempo, presto arriveranno anche quelli per la prevenzione e la manutenzione”
Riprende la deputata, che aggiunge “Il Piano stanzia 2,3 miliardi di euro per le infrastrutture agricole, l’investimento più importante degli ultimi decenni. La messa in sicurezza del territorio è una condizione essenziale per l’economia e in particolare per lo sviluppo dell’agricoltura: molte aziende non avrebbero subito ingenti danni se in occasione dell’alluvione dello scorso autunno i fiumi e i torrenti non fossero esondati a causa della manutenzione assente.
“La Sicilia, conclude Marzana, è una Regione meravigliosa ma fragile perché il suo territorio è a rischio idrogeologico. Occorrono investimenti e una visione organica, incentrata su prevenzione e manutenzione, che esca dalla logica solo emergenziale. Questo Governo cambia rotta e dice chiaramente che non c’è sviluppo economico senza cura dell’ambiente e del territorio”.

 

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