Nuccio Romano del Cda del Plemmirio si dimette ed attacca la presidente Maiorca

Il consigliere di amministrazione del consorzio Area marina protetta del Plemmirio nonché ex presidente, Nuccio Romano ha affidato ad una lunga nota la scelta delle sue dimissioni.

Ho seguito con grande preoccupazione ed allarme il dibattito di questi giorni riguardante l’ingresso di un ente napoletano nel Consorzio Plemmirio. Mi corre l’obbligo di intervenire contestando le accuse che la presidente Maiorca rivolge all’On. Prestigiacomo. Le vorrei ricordare che è proprio grazie all’On. Prestigiacomo, insieme ad altri, che si è realizzata questa Area Marina Protetta divenuta nell’arco degli anni un fiore all’occhiello tra le aree marine nazionali. Ed è merito della stessa l’aver destinato a Siracusa milioni di euro che hanno consentito di realizzare una prestigiosa sede e l’acquisizione di attrezzature tecnologiche di videosorveglianza.

È totalmente falso e infondato l’avanzamento di sospetti che l’onorevole possa essere mossa da motivi propagandistici. A maggior ragione quando a seguito della sua denuncia il Ministero dell’Ambiente è intervenuto immediatamente stoppando il tentativo francamente grottesco e autolesionistico di aprire il Consorzio ad altri soggetti nell’assoluto silenzio e senza averne alcun titolo. Tale decisione è avvenuta in modo arbitrario e spiace che la Presidente Maiorca anziché rispondere nel merito alla denuncia e conseguente lettera del Ministero che dichiara inefficaci le delibere assunte la butti lei in campagna elettorale e non fornisca alla cittadinanza spiegazioni su quanto accaduto.

Con l’ingresso nella presidenza della signora Maiorca l’Area Marina del Plemmirio non è più quella che si ricorda. Vi è stato un tracollo completo di tutte le attività tecniche e scientifiche. L’Area Marina si è ridotta a un mero ufficio amministrativo. Allo stato attuale mancano le figure professionali di vertice, direttore e responsabile scientifico che consentirebbero davvero all’Area Marina di svolgere le attività di sua esclusiva vocazione di ricerca, di salvaguardia e di tutela del mare e delle sue coste.

Insediatasi, non ha dato esito al concorso per il direttore, quantunque la procedura le fosse stata trasferita completata con l’individuazione del vincitore. Ha optato per bloccare tutto chiedendo pareri legali ad avvocati privati e non come un ente pubblico deve, rivolgendosi all’Avvocatura dello Stato ed anche in questo caso, facendosi richiamare dal Ministero.

Manca la figura del responsabile scientifico dell’Area Marina, avendo posto le condizioni a che l’unica persona titolata, la dott.ssa Rizza, venisse sostituita con dipendente comunale, sprovvisto dei requisiti professionali e dei titoli di studio necessari per ricoprire tale ruolo.

Da consigliere non ho partecipato, risultando assente, alle deliberazioni adottate dal Consiglio di Amministrazione in periodo elettorale perché ritenevo gravissimo che i consiglieri candidati che avrebbero dovuto dimettersi ai sensi di legge al momento dell’accettazione della candidatura continuassero ad operare non curanti del loro agire in violazione di legge.

Prendo, dunque, le distanze dalle dichiarazioni della Presidente Maiorca dalle quali mi dissocio totalmente augurandomi che la prossima amministrazione di concerto con la Provincia provveda celermente al rinnovo dei vertici, della Presidenza e del Consiglio di Amministrazione rivelatisi inadeguati rispetto ai propri compiti.

Personalmente ho già formalizzato le mie dimissioni.

Considero infine la decisione di tentare l’ingresso nel Consorzio di un soggetto esterno al territorio (un ente napoletano) una scelta scellerata contro gli interessi della città di mantenere una guida siracusana nella gestione del patrimonio pubblico siracusano. Per tutto ciò ritengo che quanto illegittimamente tentato dagli attuali gestori del Consorzio del Plemmirio, come opportunamente denunciato, sia di fatto una svendita del nostro patrimonio per fortuna stoppata”.

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