I proprietari della villetta abusiva di Casteldaccia condannati nel 2010. Folla ai funerali delle vittime ieri a Palermo

Antonino Pace e Concetta Scurria, i proprietari della villetta abusiva in cui sono morte 9 persone travolte dalla piena del fiume Milicia, erano stati processati e condannati a 3 mesi di arresto, pena sospesa, e a 23 mila 500 euro di ammenda, per abusivismo edilizio nel 2010. La sentenza, che è diventata definitiva l’11 febbraio del 2012, ordinava anche la demolizione del manufatto irregolare che non è stato mai abbattuto. Fino al 2002 nella piana che costeggia il fiume Milicia e che arriva, dal lato sinistro del corso d’acqua alla foce, non c’erano costruzioni. La zona era un terreno spoglio o occupato da agrumi. La casa abusiva dove sono morte nove persone sabato scorso a Casteldaccia non esisteva. Nel 2004 cominciano a notarsi alcune costruzioni abusive ed è dal 2007 che l’abusivismo in quella zona al lato del Milicia comincia a svilupparsi.

Ma intanto ieri con l’uscita dei 9 feretri dalla cattedrale di Palermo, stracolma di gente, si sono conclusi i funerali delle nove vittime dell’alluvione di Casteldaccia. Palloncini bianchi sono stati liberati in aria mentre venivano portate fuori le bare dei tre bambini morti nella piena del fiume Milicia: la più piccola, Rachele, aveva solo un anno. Alla cerimonia officiata dal vicario generale del vescovo, Giuseppe Oliveri, che ha chiesto verità e giustizia per le vittime, hanno partecipato i sindaci di Palermo e Bagheria e il presidente della Regione Nello Musumeci. Grande commozione dei familiari delle vittime che si sono chinati a baciare le bare: diverse persone sono state colte da malore ed è dovuto intervenire il medico dell’Asl. Giuseppe Giordano, che nella tragedia ha perso la moglie, due figli e i genitori. Per la calca ci sono stati anche momenti di tensione. I partecipanti sono stati invitati a mantenere la distanza dalle bare e dai parenti delle persone decedute. Sulla bara bianca della piccola Rachele sono stati sistemati dei peluche. Sotto è stata messa una foto della bambina con scritto: “Nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta”. Nell’omelia il mons. Giuseppe Oliveri  ricorda come sia “Lecito e forse anche doveroso, che ci si interroghi a tutti i livelli per cercare di dare una spiegazione a quello che appare inspiegabile e, comunque, inaccettabile. Ma speriamo vivamente che lo si faccia non per alimentare inutili polemiche o favorire il ben noto e insopportabile rimpallo di responsabilità, quanto per rendere giustizia, nella verità, a chi non c’è più e porre i necessari provvedimenti affinché si eviti il ripetersi di tali eventi”.  Mons. Oliveri ha rivolto un affettuoso pensiero anche nei confronti di Giuseppe Liotta, il medico quarantenne del quale continuano le ricerche a Corleone e a tutte le altre vittime dei violenti nubifragi dei giorni scorsi.

Il Codacons intanto ha deciso di denunciare il sindaco di Casteldaccia “per la possibile fattispecie di omissione di atti d’ufficio in relazione al mancato abbattimento dell’abitazione”. L’associazione dei consumatori annuncia anche una class action in regione sul dissesto idrogeologico dell’isola.

 

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