Giro di vite sul bracconaggio in Area Marina Protetta

Giro di vite nei controlli delle forze dell’ordine sull’Area Marina Protetta del Plemmirio.

Nei giorni scorsi si sono registrate due operazioni ravvicinate contro il bracconaggio nelle acque dell’oasi marina siracusana.

La prima ha avuto luogo in tarda serata, qualche giorno fa, quando a seguito della segnalazione dei volontari di Sea Shepherd, in concomitanza con il sistema potenziato di videosorveglianza presente  in Amp e alla Capitaneria di porto (che consente la visione notturna dei luoghi controllati dalle telecamere ndr) ha permesso di individuare persino il segnale della anomala presenza di torce subacquee sul versante sud dell’oasi marina in zona B.

Allertate tutte le unità delle forze dell’ordine disponibili, nell’area si è posizionata una pattuglia della Gdf. Il personale delle fiamme gialle ha pazientemente atteso che il bracconiere, proveniente dal catanese, palesasse la sua presenza per coglierlo in flagranza di reato.

Uscito dall’acqua infatti, il pescatore di frodo, a cui è stato notificato il reato penale, era ancora munito di fucile subacqueo ed è stato trovato in possesso di molluschi cefalopodi e pesce per un totale di 10 chilogrammi che gli è stato sequestrato insieme all’attrezzatura.

Poche ore più tardi,  la Capitaneria di porto, nell’ambito del consueto monitoraggio della costa  ha provveduto ad  accertare le autorizzazioni delle imbarcazioni presenti di notte  nella medesima area, e il cui stazionamento era stato segnalato da privati cittadini. Le imbarcazioni  sono risultate regolarmente autorizzate dall’Area marina per la pratica di piccola pesca artigianale.

Non autorizzati erano invece due pescatori sportivi per i quali sono scattate le sanzioni secondo il nuovo disciplinare integrativo che prevede un inasprimento fino a 200 euro per i trasgressori.

 

<<Ha evidentemente funzionato la sinergia – afferma la presidente dell’AMP Plemmirio Patrizia Maiorca – tra tutte le forze dell’ordine, la Capitaneria, la Guardia di finanza, la Polmare e la polizia ambientale,  con i volontari di Sea Shepherd ormai presenti in pianta stabile di giorno e di notte, il nostro personale che si avvale dell’ausilio della videosorveglianza, e persino con  i singoli cittadini che sempre di più provvedono a segnalare ciò che avviene di anomalo in area marina. E’ il segnale positivo di una presa di coscienza collettiva su un dato di fatto: il mare del Plemmirio appartiene a tutti e tocca a ciascuno di noi proteggerlo>>.