Avola – Lunedì alle 16,30 in Chiesa Madre i funerali di Andrea Pace. – Il dolore dei familiari

Proseguono le indagini per scoprire chi gli ha sparato.

E’ tornato a casa Andrea Pace. Ieri la salma del giovane è stata affidata alla famiglia dopo la meticolosa autopsia fatta, su disposizione della Procura di Siracusa, dal medico legale Veronica Arcifa di Catania.

Alle 14 il feretro è arrivato ad Avola nella casa di Via Neghelli fra la disperazione dei familiari presenti che lo aspettavano ancora increduli per l’accaduto. Con gli avvisi pubblici già affissi negli appositi spazi della città, la stessa famiglia ha comunicato la cerimonia funebre che si svolgerà lunedì alle 16,30 in Chiesa Madre.

Proseguono, intanto, senza interruzioni le indagini degli inquirenti per individuare i responsabili del delitto di mercoledì notte. A distanza di quattro giorni sono tanti gli elementi in più in mano ai carabinieri di Avola e Noto.

Alla focalizzazione di un movente più attendibile, si sono aggiunte le nuove testimonianze di amici e familiari per ricostruire le fasi della vita del venticinquenne nell’ultimo periodo, le immagini rilevate dalle fotocamere cittadine nella notte dell’omicidio e i primi risultati dell’esame autoptico.

Tanti i colpi esplosi per ucciderlo in un vero e proprio agguato scattato, dopo le due, proprio in Via Neghelli. Pare 11. Quelli che hanno raggiunto il giovane sono 5: quattro a distanza ravvicinata alle spalle e uno, per finirlo, in fronte. Un’esecuzione studiata nei particolari partendo dalle abitudini del giovane venticinquenne.

Chi ha sparato era ben appostato e pronto a sparare. Ha concesso ad Andrea il tempo di sistemare lo scooter, con cui era arrivato a casa dopo delle ore passate con gli amici,  gli si è portato alle spalle sparando mentre stava per chiudere il portone della rimessa e avviarsi verso l’adiacente porta di casa.

Una porta che non è riuscito ad aprire perché è stato finito col colpo alla fronte prima che il padre Massimo, allarmato dagli spari, la spalancasse per prestargli un immediato ma inutile soccorso. Pochi secondi terribili e Andrea gli è spirato davanti. Gli inquirenti, intanto, proseguono con le indagini sino a rivedere anche la vita privata del giovane: dai contrasti con la madre di sua figlia di cinque anni, agli amici e conoscenti. Per ora, il dolore dei familiari e il silenzio della morte.

 

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