Al collasso l’ex Provincia Regionale di Siracusa. L’Ars rinvia ancora le elezioni in Sicilia mentre la Finanziaria regionale resta al palo

Mentre sembra scaduto ormai il tempo per salvare dal dissesto finanziario l’ex Provincia Regionale di Siracusa che dal primo commissariamento a oggi pare abbia accumulato debiti per oltre 280 milioni con buona pace di gran parte dei rappresentanti sindacali che, dopo tanta voluta disattenzione e insipienza, quasi pretendono una riconferma di rappresentanza la prossima settimana quando i 509 dipendenti ( in perenne attesa degli stipendi arretrati) dovranno pensare a rinnovare la Rsu dell’Ente; e, dopo aver avuto nominati ben nove reggenti in cinque anni (con tre ex Commissari straordinari ancora sotto inchiesta), ieri dall’Assemblea regionale siciliana è arrivata un’altra pesante botta con un ennesimo rinvio.

Ha approvato il disegno di legge (29 voti favorevoli, su 32 votanti) che prevede nuovamente lo slittamento della tornata elettorale per le ex Province Regionali siciliane, in attesa che la Corte Costituzionale il 3 luglio si pronunci sulla legittimità della reintroduzione del voto a suffragio diretto per l’elezione degli organi amministrativi.

La legge approvata nel mese di agosto del 2017 prevedeva che le elezioni coincidessero con la tornata amministrativa del prossimo 10 giugno.

Le elezioni dei presidenti dei Liberi consorzi Comunali e delle Città metropolitane a detta ora dell’Ars dovrebbero svolgersi in una domenica tra il 15 ottobre e il 15 dicembre.

I Commissari straordinari, vecchi e nuovi, possono dunque rimettersi comodi: resteranno in carica, come prevede questa norma, fino alla fine dell’anno, agguantando un record assoluto di ben sei anni di commissariamento.
Mentre nel resto d’Italia la situazione è più ordinaria perchè si è già votato con elezioni di secondo grado (votano soltanto sindaci e consiglieri comunali). Motivo per cui la legge regionale fu impugnata dal Consiglio dei ministri.

Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha rinviato la seduta dell’Ars a martedì prossimo alle ore 16, e sarà preceduta dalla conferenza dei capigruppo prevista per le 15.

 

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