Tagli alle aree naturali protette, le Associazioni ambientaliste: “Una scelta miope che farà perdere occasioni di sviluppo economico e sociale”
Tagli alle aree naturali protette, le Associazioni ambientaliste: “Una scelta miope che farà perdere occasioni di sviluppo economico e sociale”
“Mentre in Parlamento va avanti la pessima riforma della legge sulla tutela della fauna (legge 157/1992) destinata a creare una totale deregolamentazione venatoria, il governo infligge un altro duro colpo alla natura italiana accanendosi contro le aree naturali protette dello Stato”.
Lo rilevano, in un documento siglato, le associazioni ambientaliste Natura Sicula , Blue Marine Foundation, Greenpeace , Italia Nostra, Lipu , Marevivo , Mountain Wilderness, ProNatura, WWF Italia e Worldrise che aggiungono: “In questi giorni Aree Marine Protette, Parchi Nazionali e Riserve statali stanno ricevendo comunicazioni dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica di un consistente taglio per l’esercizio finanziario in corso nelle assegnazioni dei fondi per le spese di natura obbligatoria”.
Tagli alle aree naturali protette, le Associazioni ambientaliste: “Una scelta miope che farà perdere occasioni di sviluppo economico e sociale”
“La riduzione dei fondi delle aree naturali protette sarebbe l’effetto di un taglio che ha colpito l’intero Ministero dell’Ambiente nella Legge di Bilancio 2026 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale a dicembre 2025). Non si sta procedendo a un taglio lineare su tutte le aree protette- spiegano le associazioni- ma a tagli variabili a seconda del singolo parco, riserva o AMP: in ogni caso, il taglio complessivo per le aree protette si aggira intorno al 23% dei fondi assegnati lo scorso anno. Si tratta di tagli cospicui che nel caso di alcuni parchi nazionali supera i 700.000 euro e che colpiscono i trasferimenti per le spese di funzionamento ordinario incidendo sulle principali funzioni di conservazione e valorizzazione che le aree protette svolgono sui territori”.
Secondo le Associazioni ambientaliste,” è molto grave, infine, che tagli così pesanti arrivino a metà anno quando gli enti gestori hanno già impegnato, se non speso, le somme su cui potevano fare affidamento sulla base del consolidato. Come si fa a chiedere maggior efficienza ed efficacia ai soggetti che gestiscono queste aree protette se i fondi assegnati vengono ridotti di un quarto a metà esercizio? Che tipo di pianificazione può fare un soggetto gestore se la cifra a sua disposizione per tutto l’anno viene cambiata unilateralmente a fine giugno?”.
Tagli alle aree naturali protette, le Associazioni ambientaliste: “Una scelta miope che farà perdere occasioni di sviluppo economico e sociale”
Le organizzazioni firmatarie ritengono che questo taglio alle aree naturali protette dello Stato rappresenti l’ennesima prova di una politica che non vuole ritenere la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi un grande investimento, anche per le future generazioni, come stabilisce la nostra Costituzione. “Si tratta di una scelta miope – concludono- che non solo danneggerà i nostri tesori naturali, a farà anche perdere tante occasioni di sviluppo economico e sociale”.

