Scoppia la bombola del gas in un furgone ambulante del mercato settimanale di Gela. Venti i feriti, quattro sono gravissimi.

Strage evitata stamani a mezzogiorno a Gela ma il bilancio è pur sempre grave. 20 feriti di cui quattro persone sono ricoverate in gravi condizioni in diversi ospedali, fra cui un ragazzo di 13 anni che in elisoccorso è stato portato al Civico di Palermo mentre il padre che lo accompagnava è stato trasferito, in elisoccorso, nel reparto grandi ustioni dell’Ospedale Cannizzaro di Catania. Una donna all’ottavo mese di gravidanza ferita è stata portata anche in un altro ospedale di Catania. I due gestori che si trovavano sul furgone hanno riportato  ustioni del 60% in gran parte del corpo, mentre la ragazza di 22 anni che lavorava con loro, oltre a ustioni al corpo, ha perso un occhio perché raggiunta da una scheggia dopo lo scoppio della bombola di gas. 20 feriti, i più con ustioni più o meno gravi, ma il bilancio poteva essere ancora più pesante. Cosa è successo ? Ancora una bombola di gas la causa. Una bombola che si trovava sul furgone adibito a girarrosto ambulante, in attività al mercato settimanale di Via Madonna del Rosario di Gela, forse per la temperatura elevata o per i fornelli già accesi troppo vicini, è quasi esplosa sprigionando una lunga lingua di fuoco che non ha dato scampo a chi si trovava nel furgone e lì vicino. In pochi minuti il mezzo è stato avvolto dalle fiamme ed è andato completamente distrutto mentre cominciavano ad arrivare i primi soccorsi e i camion dei vigili del fuoco.  Il mercato era affollato e si è scatenato il panico e il fuggi, fuggi, generale. Momenti concitati che avevano fatto pensare anche a un attentato ma, subito, tutto è risultato più chiaro. Uno scenario di distruzione quello che hanno trovato i primi soccorritori: fiamme, fumo, camion incendiato, urla, panico e tante persone a terra con gli abiti bruciati. I primi feriti sono stati subito trasportati all’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela, i più gravi poi con gli elisoccorso nei centri specializzati di Palermo e Catania. Le indagini sono scattate quasi subito. A bordo del furgone esploso c’erano altre bombole del gas, fortunatamente un po’ più distanti, che non sono scoppiate. Il gestore, di Agrigento, aveva una regolare licenza ma i controlli sulla sicurezza non sono stati svolti opportunamente come si sta verificando sempre più spesso in Sicilia. Eppure si conosce la pericolosità di questi mezzi e del carico di bombole che utilizzano quotidianamente parcheggiati in luoghi pubblici o nei mercati settimanali, come in questo caso, frequentati da tante persone e spesso troppo vicini a locali e abitazioni private. La Procura di Gela, intanto, ora ha aperto un’inchiesta per accertarne le cause.