Lettera aperta di Natura Sicula onlus all’assessore regionale Bandiera

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera dell’Associazione Natura Sicula onlus all’assessore regionale Edy Bandiera

Ill.mo assessore Bandiera

dopo l’intervento della magistratura, che poche ore fa ha dichiarato illegittimo l’anticipo e il posticipo della caccia in Sicilia, ha ridotto i tempi di caccia di tordo e beccaccia, e ha chiuso la caccia al coniglio, ci aspettiamo una sua presa di posizione.

Ci aspettiamo da Lei un segnale forte e coerente con la politica di conservazione di cui si occupa il suo assessorato (gestione di riserve naturali, demani forestali, Centri di Recupero della Fauna Selvatica, ecc.). Adesso spetta alla politica imporre alla caccia un passo indietro. Ogni anno in Sicilia viene autorizzato un calendario venatorio più lungo rispetto al resto d’Italia, come se il patrimonio faunistico della Sicilia fosse meno importante. Un calendario venatorio che non tiene conto del parere contrario di un ente pubblico come l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), e che non si è saputo fermare neanche di fronte agli ingenti danni causati alla fauna dagli incendi dell’estate 2017.

Caro assessore Bandiera, se finora ha dato peso solo alle ragioni dei cacciatori, adesso ascolti i nostri suggerimenti: è prioritario non autorizzare più alcun allungamento del calendario venatorio. E è fondamentale dare più risorse al Corpo Forestale, che in questo momento non può destinare molti uomini contro il bracconaggio perché impegnati col servizio antincendio.

Inutile nasconderlo. Molte specie, anche se protette, vengono ugualmente sparate. In meno di un mese di esercizio venatorio in Sicilia abbiamo trovato ferito un Falco pescatore a Messina, e morti impallinati un rarissimo esemplare di capovaccaio a Trapani, e una Sterna maggiore a Siracusa. Tutte specie che non si potrebbero cacciare ma che i bracconieri sparano ugualmente. È questa è solo la punta dell’iceberg, sono solo gli esemplari di cui si è saputa la brutta sorte. Se le parole non bastano, caro assessore osservi la radiografia che le allego: si notano i pallini di piombo nel corpo della Sterna maggiore, di cui uno in un sacco aereo, e due fratture, all’ala e alla zampa, oltre ai segni di una estesa emorragia interna.

Nella nostra isola piena di paradossi c’è chi lavora con passione per assicurare un futuro a specie che stanno scomparendo per molte cause antropiche, e c’è chi ancora, nel 2018, non riesce a dare un senso alla sua esistenza se non sparando a rapaci o a qualsiasi altro corpo in movimento.

Vediamo Lei, nei fatti, da che parte

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