IN SICILIA I CONSULENTI DEL LAVORO HANNO ATTIVATO 1.814 TIROCINI DI CUI IL 50% TRASFORMATI IN CONTRATTO DI LAVORO

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La Fondazione nazionale consulenti per il lavoro, agenzia privata per il lavoro riconosciuta dallo Stato, che in Sicilia opera per il tramite di 199 consulenti delegati, in regione ha attivato in totale 1.814 tirocini di giovani presso le aziende, di cui 842 tirocini non finanziati e 972 tirocini finanziati dalle imprese ospitanti. Lo ha detto Vincenzo Silvestri, presidente nazionale della Fondazione, intervenendo oggi a Caltanissetta al seminario sulle politiche attive del lavoro in Sicilia organizzato dall’Ordine provinciale dei consulenti del lavoro di Caltanissetta presieduto da Rosalia Lo Brutto. In tutta Italia i tirocini avviati dalla Fondazione e non finanziati sono stati 77.630, con un tasso di conversione in contratto del 60%, pari a 45mila assunzioni.

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Angelo Vitale, del Centro studi dell’Ordine nisseno, ha sottolineato che i tirocini avviati nell’Isola dai consulenti del lavoro per il 50% dei casi al termine sono stati convertiti dalle imprese in contratti di lavoro, di cui il 34% a tempo indeterminato e il 38% a tempo determinato.

Tutte queste attività, però, rischiano di doversi fermare a causa di una delibera della Giunta regionale che, nel recepire (unica Regione d’Italia) i contenuti della norma statale del 2018 sugli accreditamenti degli operatori privati di politiche attive del lavoro, ha aggiunto di propria iniziativa alcuni paletti che di fatto escludono la maggior parte degli operatori privati, compresa la Fondazione.

Rosalia Lo Brutto, dispiaciuta per l’improvviso inconveniente che ha impedito al neo assessore regionale al Lavoro, Antonino Scavone, di partecipare al seminario, ha auspicato “una fattiva interlocuzione che porti a superare questa posizione che rischia di danneggiare una categoria professionale che dimostra con i risultati il valore del proprio impegno nel combattere la disoccupazione in Sicilia”.

Gianni Bocchieri, dirigente generale del dipartimento Lavoro della Regione Lombardia ha spiegato che lì non si opera per bandi, misure, graduatorie e ricorsi, ma con tre automatismi. Garanzia Giovani si applica ai soggetti fino a 29 anni e che ha portato a contrattualizzare 98mila “Neet”. La “Dote unica lavoro” assegna ad ogni disoccupato un voucher con cui pagare l’operatore che li riqualifica e li avvia al lavoro e che, a sua volta, riceve il compenso solo a risultato raggiunto. Questo strumento ha consentito in sei anni l’assunzione di 166mila disoccupati. Infine, l’Assegno di ricollocazione che “in Lombardia – ha detto Bocchieri – rende interessante il Reddito di cittadinanza, perché lo trasforma in una seria politica attiva del lavoro. Infatti, abbiamo deciso che i percettori del Reddito di cittadinanza sono obbligati ad usufruire subito dell’Assegno di ricollocazione con cui finanziare il percorso di formazione, riqualificazione e ricerca dell’impiego”.

 

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