Tornano in Italia “Le giornate del cinema quebecchese”

Il Comune di Siracusa, attraverso Film Commission di Siracusa e Pro Loco Siracusa, aderisce all’edizione 2019 de’ “Le giornate del cinema quebecchese/Journées du cinéma québécois en Italie” organizzata in collaborazione con il Conseil des arts et des lettres du Québec, la Société de développement des entreprises culturelles du Québec, la Delegazione del Québec a Roma, l’Ambasciata del Canada in Italia, il Conseil des arts du Canada, l’Institut français Milano e l’Institut français Firenze e i partners : Sudtitles presso l’Institut français Palermo, il Nuovo Eden di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Kinetta Spazio Labus a Benevento.

 

“Questa edizione – ha spiegato il regista canadese Joe Balass, curatore della rassegna – ha uno sguardo al femminile. Sono le donne spesso registe esordienti, a ricostruire le paure, a immaginare gli amori, a intuire le follie. In questo cinema che arriva dal Québec, le voci come sempre sono sussurrate, in una rapsodia di emozioni e di contraddizioni. Alla ricerca della felicità, tra il tempo perduto e quello immaginato, racconti di emancipazione, di sessualità, di solidarietà”.

 

Saranno questi i temi, gli omaggi e le tante realtà raccontante nella sedicesima edizione de “Le giornate del cinema quebecchese/Journées du cinéma québécois en Italie”, la rassegna dedicata al nuovo cinema canadese del Québec – quest’anno dal titolo Impetus e dedicato alla regia al femminile che si terranno presso l’Institut français di Milano il 14 e 15 marzo e il 21 e 22 presso l’Institut français di Firenze. Il festival sarà un vero e proprio viaggio itinerante in Italia con le tappe di Benevento (17, 18 e 19 marzo); Brescia (27 marzo), Palermo (16 e 17 marzo) e Siracusa (26, 28 e 29 marzo).

 

Il programma racconta il Québec al femminile con quattro registe donne, quattro storie al femminile che guardano il mondo con quattro lungometraggi e sei corti in anteprima sul tema della libertà sessuale e scientifica; sulle relazioni di una generazione, quella dei millennials, tra crisi esistenziali e rivoluzioni digitali e i nuovi rapporti madre e figlia. Un affresco contemporaneo, sperimentale e indipendente del Québec oggi che segue il filo rosso del titolo della rassegna “Impetus”.

 

Impetus di Jennifer Alleyn narra la storia autobiografica, tra documentario e fiction, di una regista montrealese che dopo una forte delusione d’amore, riflette sull’origine del movimento e dell’impeto creativo. Mentre cerca di reinventarsi per superare un evento inaspettato: cinema dentro al cinema, in un effetto notte post-contemporaneo alla Truffaut, dove Montréal e New York, realtà e finzione, si contaminano e non si distinguono. Il film è stato selezionato al Torino Film Festival del 2018.

 

Di crisi esistenziale, disagio contemporaneo, tra relazioni nel mondo digitale e reale, se ne parlerà nel film Claire l’hiver di Sophie Bédard Marcotte. La regista mette in scena una storia di una crisi, che affonda le sue radici nel disagio del contemporaneo, nella trasformazione tecnologica e digitale della comunicazione e delle relazioni sentimentali. A Montréal, la protagonista Clara, sopravvive a un difficile inverno, in attesa dell’annunciata distruzione della terra, a causa dell’impatto con un meteorite, minaccia spaziale apparentemente incontrollabile. Lo stile visivo intimista esistenziale dei piccoli gesti del quotidiano, tipico del cinema di Chantal Akerman, si mischia alle preoccupazioni della generazione dei millenials, con un esercizio narrativo audace e liberamente sperimentale.

 

Il rapporto tra madre e figlia sarà trattato nel film Sashinka di Kristina Wagenbauer sulla storia di Sasha, una giovane musicista russa, che si vede improvvisamente piombare in casa la madre, alla vigilia del suo primo concerto da professionista. Cerca di nascondere agli amici e al compagno, sia il disagio sia la disperazione materna, da cui viene travolta senza pietà. Non c’è posto nella sua vita per l’imprevedibilità e la follia della madre, immigrata recentemente dalla Russia. Le giornate che saranno costrette a condividere, riveleranno a Sasha la vera identità e la profonda disperazione in cui si riflette il suo senso di estraneità. Sullo sfondo il panorama umano e architettonico di una Montréal pop, musicalmente dinamica nella sua dimensione unica di libertà e creatività.

 

Tra i cortometraggi in programma e selezionati per la 16/ma edizione Fauve di Jérémy Comte, candidato agli Oscar 2019 nella sezione Miglior Cortometraggio: ambientato in una miniera a cielo aperto, due giovani si lanciano in un gioco di potere malsano, il cui unico testimone è la natura. E poi FY Éric di Geneviève Dulude-De Celles; Macrocosmic di Craig Commanda; Le clitoris di Lori Malépart-Traversy; Pile ou Face di Fernand-Philippe; Nouvel an di Marie-Ève Juste.

 

 

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

 

Le sinossi dei lungometraggi – in lingua originale sottotitolati in italiano

 

Impetus di Jennifer Alleyn (94 m / Colore / 2018)

Durante le riprese del suo film a New York, una cineasta montrealese si trova a interrogarsi sull’origine dell’impeto. Mentre cerca di reinvertarsi per superare una delusione d’amore, un evento inaspettato illumina il suo viaggio. Cinema dentro al cinema, in un effetto notte post-contemporaneo alla Truffaut, dove Montréal e New York, realtà e finzione, si contaminano e non si distinguono. Tra improvvisazione e messa in scena, l’attrice Pascale Bussière, interpreta spontaneamente il vortice di continui cambi di stile e di genere, sotto la direzione dell’amica e regista Jennifer Alleyn. Il film è stato selezionato al Torino Film Festival del 2018.

 

Claire l’hiver di Sophie Bédard Marcotte (65 m / Colore / 2017)

La debuttante Sophie Bédard Marcotte, gioca la carta di una Chantal Akerman in acido, mettendo in scena la storia di una crisi esistenziale, che affonda le sue radici nel disagio del contemporaneo, nella trasformazione tecnologica e digitale della comunicazione e delle relazioni sentimentali. A Montréal, la protagonista Clara, sopravvive a un difficile inverno, in attesa dell’annunciata distruzione della terra, a causa dell’impatto con un meteorite, minaccia spaziale apparentemente incontrollabile. Lo stile visivo intimista esistenziale dei piccoli gesti del quotidiano, tipico del cinema di Chantal Akerman, si mischia alle preoccupazioni della generazione dei millenials, con un esercizio narrativo audace e liberamente sperimentale.

 

Sashinka di Kristina Wagenbauer (78 m / Colore / 2018)

Quando Sasha, una giovane musicista russa, si vede improvvisamente piombare in casa la madre, alla vigilia del suo primo concerto da professionista, nasconde agli amici e al compagno, sia il disagio, che la disperazione materna, da cui viene travolta senza pietà. Non c’é posto nella sua vita, per l’imprevedibilità e la follia della madre, immigrata recentemente dalla Russia. La giornata che saranno costrette a condividere, rivelerà a Sasha la vera identità e la profonda disperazione in cui si riflette il suo senso di estraneità. Sullo sfondo il panorama umano e architettonico di una Montréal pop, musicalmente dinamica nella sua dimensione unica di libertà e creatività.

 

Le sinossi dei cortometraggi – in lingua originale sottotitolati in inglese

Fauve di Jérémy Comte (17m / Colore / 2018)

In una miniera a cielo aperto, due giovani si lanciano in un gioco di potere malsano, il cui unico testimone è la natura. Il film è stato selezionato agli Oscar 2019 nella sezione Miglior Cortometraggio.

 

FY Éric di Geneviève Dulude-De Celles (6M / Colore / 2018)

Due amici si radono le gambe in modo da sembrare dei bellissimi diamanti.

 

Macrocosmic di Craig Commanda (4m / Colore  / 2016)

L’universo di piccole anime che fanno parte delle nostre vite, catturato dalla telecamera di Craig Commanda, artista autoctono Anishnabe.

 

Le clitoris di Lori Malépart-Traversy (3 min / Colore  / 2016)

Le donne sono fortunate, possiedono l’unico organo del corpo umano, che è destinato solamente al piacere: il clitoride! In questo documentario breve d’animazione, divertente e istruttivo, si riscopre la sua anatomia ignorata e la sua storia poco conosciuta.

 

Pile ou face di Fernand-Philippe Morin-Vargas (16m / Colore / 2018)

Sconvolto all’idea di perdere la sua posizione, il sindaco uscente Joseph L’Hereux, rifiuta di accettare il risultato dello scrutinio elettorale del suo villaggio.

 

Nouvel an di Marie-Ève Juste (11m / b+n / 2016)

31 dicembre, al tramonto. Aspettando l’arrivo dei suoi amici, Florence, incinta di 37 settimane, si prepara a brindare al nuovo anno. Il vortice della festa la trascina velocemente. Lei brama un’ultima danza prima dell’arrivo dell’inverno e della sua nuova vita.