Stabilimenti balneari, illegittime le proroghe delle concessioni. – Diffide ai Sindaci dei Comuni costieri.

Estate calda, anzi bollente per i gestori degli stabilimenti balneari. 

Contro la proroga di 15 anni alle concessioni – stabilita con la legge di Bilancio e recepita molto in fretta dalla Regione Siciliana- sono state già inviate le prime diffide ai Sindaci di diversi Comuni costieri e, nei prossimi giorni, saranno raggiunte da analoghi avvisi altre amministrazioni. Pozzuoli, Viareggio, Palermo e Catania per cominciare.

Stabilimenti balneari, illegittime le proroghe delle concessioni. – Diffide ai Sindaci dei Comuni costieri.

Stabilimenti balneari, illegittime le proroghe delle concessioni. - Diffide ai Sindaci dei Comuni costieri.

A promuovere l’iniziativa sono associazioni e comitati cittadini raccolti in un coordinamento nazionale da Legambiente, che giovedì hanno annunciato in una conferenza stampa a Roma l’avvio della campagna «per difendere il diritto di accesso alla spiaggia e fermare le proroghe» previste dalla manovra che, denunciano, sono in contrasto con la direttiva europea 123 del 2006, nota come direttiva Bolkestein, e dunque illegittime.

L’articolo 12 della normativa infatti, sottolineano, prevede che gli Stati membri effettuino «una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e trasparenza» e dispone inoltre che l’autorizzazione sia rilasciata «per una durata limitata adeguata» senza la possibilità di prevedere un rinnovo automatico «né accordare altri vantaggi» al gestore uscente.

Una battaglia difficile da combattere a causa degli interessi in gioco. I balneari sono politicamente molto forti, ma stavolta rischiano di andare a sbattere contro un muro.

Le gare non vanno viste come uno strumento punitivo per i concessionari, piuttosto come un modo per valutare la qualità dei servizi e la capacità di garantire tutela ambientale».

«Nel nostro Paese il diritto di concessione si è trasformato in diritto di proprietà – conclude Loredana De Petris di Leu – arrivando così alla negazione del diritto alla fruizione di un bene comune».

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