Il pistacchio di Raffadali verso la denominazione “Dop”, ma a Bronte non piace

Il consorzio del Pistacchio di Raffadali ha fatto richiesta della Dop già qualche tempo fa. E finalmente Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il disciplinare. Ma c’è stato un blocco perché l’iter prevede che prima che il documento arrivi a Bruxelles per l’approvazione, si può fare opposizione. E così è stato. Infatti i referenti di Bronte che hanno chiesto al Ministero alcuni chiarimenti.

“Attenzione, però – dice il presidente del consorzio del pistacchio di Bronte Enrico Cimbali – non è che pretendiamo che la Dop sia solo una nostra esclusiva. Abbiamo chiesto solo dei chiarimenti”. Il primo dubbio del consorzio che si trova all’ombra dell’Etna è il disciplinare, “copiato in molte parti”, spiega Cimbali. Poi la questione territorio: “Il Pistacchio di Raffadali può essere prodotto e certificato in 31 comuni – spiega il presidente – una superficie molto estesa, anche se dal ministero ci hanno detto che esistono Dop con territori molto grandi”. Poi la questione unicità: “Il nostro, quello di Bronte, ha caratteristiche uniche per via dei terreni lavici che gli donano caratteristiche molto precise – spiega Cimbali – Quello di Raffadali è uguale al pistacchio che si trova nel resto della Sicilia”. E infine, il tema della quantità che si può raccgliere in base agli ettari. A Bronte, viene effettuato un raccolto ogni due anni, con un rapporto di 1.700 chili per ettaro a biennio. A Raffadali, il raccolto è annuale ed è stato stabilito in 2.500 chili per ettaro, “pur avendo molte meno piante di noi – dice il presidente – E ci preoccupano tante cose”. Ma non il riconoscimento della Dop, precisa il presidente: “Assolutamente no, ben vengano queste cose – spiega – Siamo certi che non ci sarà concorrenza sleale e i prezzi saranno uguali ai nostri. Ma chiediamo più chiarezza, soprattutto sulla questione delicata della frode”.

La Dop di Raffadali, inizialmente di 13 comuni (Raffadali, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Agrigento, Cianciana, Favara, Racalmuto, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Cattolica Eraclea, Casteltermini, Santo Stefano Quisquina, Aragona), si è allargata ad altri 18 (Comitini, Grotte, Montallegro, Alessandria della Rocca, Siculiana, Realmonte, Naro, Porto Empedocle, Castrofilippo, Campobello di Licata, Ribera, Canicatti, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Camastra; Montedoro e Serradifalco in provincia di Caltanissetta).

 

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