Emergenza criminalità ad Avola: non siamo più sicuri?

Avola. 3 marzo 2016

Ieri vi abbiamo raccontato la tentata rapina a casa del signor Caruso, noto imprenditore avolese, titolare del Bar Girlando di viale Lido, che ieri l’altro si è trovato davanti, nel proprio ambiente domestico, balordi in cerca di denaro, pronti a tutto pur di fare il colpo.

Delinquenti armati di pistola si sono introdotti dentro l’abitazione del signor Caruso, prendendo in ostaggio il figlio dello stesso e in un clima da film, immaginando quei momenti, hanno provato a rapinarlo.

Senza successo. Ma è stato un caso, o forse una fortuna, perché la reazione della mamma e del figlio avrebbero allontanato i malviventi, i quali, comunque, hanno sparato 4 colpi senza, miracolosamente, colpire nessuno dei familiari del Caruso.

Ci chiediamo: ma noi Avolesi potevamo mai aspettarci di arrivare a questo punto? Sembra che ormai la città sia in balia di delinquenti comuni. Senza nessuno scrupolo, addirittura, si introducono in casa di cittadini ignari di quanto stia accadendo! Casi accaduto al nord, in alcune ville di noti imprenditori.

È possibile tutto ciò anche da noi? Si, è possibile! In una città dove le istituzioni, pur facendo il loro dovere, sono in numero inferiore rispetto alle necessità riscontrate, può succedere questo ed altro ancora. Dove dovremmo ancora arrivare ? Cosa fare per poter chiamare la Polizia o i Carabinieri e vederli arrivare nel giro di quanche minuto, anziché sentirsi dire: “non abbiamo la volante”, “non può venire nessuno”?  Frasi agghiaccianti quando, purtroppo, un cittadino si trova nelle condizioni di emergenza. È la polizia? Loro non hanno colpa se lo Stato non li mette nelle condizioni di svolgere la loro attività con mezzi e  personale sufficienti.

E i delinquenti?  Si loro, quelli che anziché pensare a cercarmi un lavoro minacciano, rubano, intimidiscono etc., perchè sanno che la città in questo momento storico è semiincustodita.

Abbiamo sentito un polizziotto, il quale ci racconta che, pur facendo il possibile, anche facendo gli straordinari, non si riesce a snellire la mole di lavoro, chi di dovere deve inviarci più personale e i cittadini devono collaborare di più. Le pene per chi viene acciuffato a delinquere devono essere certe, continua il Poliziotto perché altrimenti il lavoro svolto quotidianamente diventa vano.

Allora, chi risponderà del danno morale e umano subito dalla famiglia Caruso? Come potrà essere risarcita dopo quanto accaduto? 

Come si dovrà comportare un padre di famiglia se non può stare sicuro neppure nella propria casa? 

Queste domande le giriamo alle istituzioni, sindaco in testa, perché la situazione è diventata da Far-west! Tutti noi siamo molto preoccupati e, sinceramente, fatti del genere, almeno ad Avola non se ne ricordano!

Il limite massimo è colmo!

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