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Ciclone Harry: non è fatalità, la Sicilia deve pianificare e prevenire

Ciclone Harry: non è fatalità, la Sicilia deve pianificare e prevenire

I geologi siciliani sul ciclone “Harry”: non è stata una fatalità. Programmare il territorio riduce danni e salva vite

I gravi danni registrati lungo le coste e in diverse città siciliane a seguito del passaggio del ciclone Harry non possono essere liquidati come una fatalità. Gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi, rappresentano ormai uno scenario strutturale con cui il territorio siciliano deve confrontarsi, e non un’eccezione imprevedibile.

Ciclone Harry: non è fatalità, la Sicilia deve pianificare e prevenire

L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia esprime solidarietà ai territori duramente colpiti dalla calamità e  sottolinea come l’assenza di vittime sia il risultato positivo delle attività di previsione, allertamento e gestione dell’emergenza di Protezione Civile, che hanno dimostrato ancora una volta la loro efficacia nel salvare vite umane. Tuttavia, oggi è necessario affrontare con urgenza il tema della riparazione dei danni, che risultano ingenti e diffusi.

Le prime evidenze emerse dalle ricognizioni post-ciclone mettono chiaramente in luce che laddove sono stati pianificati e realizzati interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, compresa la lotta all’erosione costiera, i danni alle infrastrutture, agli abitati e ai servizi essenziali sono stati sensibilmente più contenuti. Al contrario, nei contesti privi di adeguata pianificazione e di interventi strutturali e non strutturali, gli effetti dell’evento sono risultati amplificati.

Con maggiore solerzia nella pianificazione territoriale, molti dei danni oggi sotto gli occhi di tutti avrebbero potuto essere evitati o drasticamente ridotti. La messa in sicurezza delle coste, che rappresenta uno dei capitoli più delicati e ancora aperti del dissesto idrogeologico siciliano, non può più essere rinviata. Difesa del suolo, programmazione e strumenti urbanistici aggiornati devono tornare ad essere elementi centrali delle politiche territoriali.

I geologi lo affermano da sempre: la prevenzione è l’unica vera strategia sostenibile. I dati e i report della Corte dei Conti lo confermano con chiarezza: se programmare costa 1, gestire l’emergenza costa 100. Continuare a investire prevalentemente nella fase emergenziale significa accettare consapevolmente un modello inefficiente, oneroso e dannoso per i cittadini e per il territorio.

A tutto ciò si aggiunge una scarsa percezione del rischio, che deriva da una limitata conoscenza dei fenomeni naturali e da una persistente carenza di pianificazione di superficie, spesso accompagnata da strumenti urbanistici obsoleti o non coerenti con le reali condizioni geomorfologiche e idrauliche dei luoghi.

L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia rinnova pertanto l’appello alle istituzioni regionali e locali affinché si avvii con decisione una stagione di programmazione strutturata, fondata sulla conoscenza geologica, sull’aggiornamento degli strumenti urbanistici e sulla prevenzione del rischio idrogeologico: è questa l’unica via per ridurre i danni, tutelare il territorio e garantire la sicurezza delle comunità.

La protezione del territorio non può limitarsi a interventi emergenziali o a dichiarazioni di principio: richiede investimenti concreti, continui e programmati, basati su dati scientifici e studi geologici aggiornati. Significa monitorare costantemente le aree a rischio, aggiornare le mappe del dissesto, coordinare le azioni di mitigazione con i comuni e con le comunità locali. Ogni opera pubblica, ogni nuova costruzione o infrastruttura deve essere valutata alla luce del rischio idrogeologico e delle condizioni geomorfologiche specifiche del sito.

È fondamentale anche promuovere una cultura diffusa della prevenzione: informare i cittadini sui rischi, coinvolgerli nella gestione del territorio e responsabilizzarli sulle scelte che impattano sulla sicurezza collettiva. La consapevolezza diffusa e la partecipazione attiva sono strumenti potenti per ridurre vulnerabilità e danni futuri.

La Sicilia ha le risorse, la conoscenza e gli esperti per affrontare questi problemi: è ora di trasformare la consapevolezza in azione concreta. Prevenire oggi significa salvare vite e proteggere il futuro della nostra terra.

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