Caso Tony Drago: Siracusa rompe il silenzio
Caso Tony Drago: Siracusa rompe il silenzio dopo la condanna della CEDU
Il caso del militare siracusano Tony Drago, trovato privo di vita 11 anni fa nella caserma “Sabatini” di Roma, torna a scuotere la coscienza collettiva. Dopo la storica sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), che ha condannato lo Stato Italiano per le carenze investigative, scoppia la polemica sul silenzio dell’Amministrazione Comunale di Siracusa.
La sentenza della CEDU: non fu suicidio, ma depistaggio
La recente pronuncia della Corte di Strasburgo ha smontato la tesi del suicidio, ipotizzata inizialmente dagli inquirenti italiani e utilizzata dal GIP di Roma per archiviare il caso. I giudici europei hanno messo nero su bianco:
Incongruenze investigative: Gravi mancanze nelle fasi cruciali dei rilievi. Ipotesi Omicidio: La sentenza rilancia con forza la pista del nonnismo e dell’omicidio. Muro di Gomma: Evidenziati tentativi di depistaggio che hanno impedito di giungere alla verità per oltre un decennio.
Il silenzio dell’Amministrazione: un’offesa alla città
Nonostante la rilevanza internazionale della sentenza, l’Amministrazione Comunale di Siracusa non ha ancora espresso una posizione ufficiale. Un silenzio definito “imbarazzante” dai promotori della richiesta di intervento, specialmente considerando che dietro questa battaglia legale c’è una famiglia siracusana – una madre e una sorella – che non ha mai smesso di lottare contro le istituzioni per avere giustizia.
Le richieste: Consiglio Comunale ad hoc e riapertura del caso
La comunità siracusana esige un segnale forte. La richiesta rivolta al Sindaco e alla Giunta è chiara: Intervento Ufficiale: L’Amministrazione deve far sentire la propria voce a difesa di un cittadino siracusano. Consiglio Comunale Straordinario: Convocare una seduta ad hoc per discutere le iniziative da intraprendere. Appoggio Legale e Morale: Mettere in moto ogni strumento per chiedere formalmente allo Stato Italiano la riapertura delle indagini.
Chiedere GIUSTIZIA per Tony Drago significa difendere l’onore di ogni militare siracusano e garantire che nessun cittadino venga lasciato solo davanti a un “muro di gomma” istituzionale. La città non ha dimenticato il 5 luglio 2014.
Mentre la città è stata assorbita dai festeggiamenti di Santa Lucia e dalle manovre di bilancio, la ferita del caso Drago è tornata a sanguinare. È tempo che le istituzioni locali dimostrino che la ricerca della verità non ha scadenza e che la condanna della CEDU è il punto di partenza per scrivere, finalmente, una pagina di verità storica e giudiziaria.

