Avola, “La città che vorrei” denuncia sui social: ai cittadini pignorano i conti e loro prendono 35 euro in 3 minuti
Riceviamo e pubblichiamo la lettera (post-pubblico) dell’Associazione “La Città che vorrei” relativamente alla polemica sul Consiglio comunale di ieri:
“ GETTONOPOLI AVOLESE ?
La seduta lampo dell’ultimo Consiglio Comunale riporta alla mente un principio che è legato al diritto e che ci rammenta come la corresponsione del gettone di presenza per una seduta del Consiglio Comunale, con la partecipazione per un tempo irrisorio, come meno di tre minuti, può configurare il reato di truffa. – così il post pubblico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa nei confronti di consiglieri comunali che hanno percepito il gettone di presenza partecipando a sedute di consiglio comunale e di commissione per pochi minuti in quanto in tali fatti si configurava un illecito arricchimento in danno del Comune. – continua il post
Tra l’altro, la norma nazionale prevede la corresponsione del gettone di presenza non per una qualsiasi ed indefinita attività politica, convenzionale o meno che sia, ma per quella specifica attività definita testualmente “effettiva partecipazione del consigliere al consiglio e alle commissioni”.
Invero, secondo la Corte, non è possibile far rientrare nel concetto di “effettiva partecipazione” la presenza limitata al tempo strettamente necessario ad attestare la presenza – così il post dell’associazione.
In ossequio a questi principi di legalità, trasparenza e buona amministrazione auspichiamo che le Istituzioni non diventino un gettonificio in particolare in un Comune che ha applicato l’aliquota massima per i tributi. Che un consigliere, infine, in meno di tre minuti possa portarsi a casa circa 35 euro è uno schiaffo nei confronti di quei cittadini in difficoltà economiche cui sono stati pignorati i conti correnti. – così si conclude il post dell’associazione

