Avola diventa “capitale” dei giovani diplomatici: studenti simulano l’ONU tra IA e diritti digitali
Avola diventa “capitale” dei giovani diplomatici: studenti simulano l’ONU tra IA e diritti digitali
Nell’aula consiliare confronto dei giovani diplomatici sugli scenari globali: 51 Paesi rappresentati e una risoluzione approvata all’unanimità
L’aula consiliare del Comune di Avola si è trasformata per un giorno in un vero e proprio laboratorio di diplomazia internazionale, ospitando la fase conclusiva del progetto MaMun – Majorana Model United Nations. Un’iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti delle classi 5A, 5B e 5F dei licei dell’Istituto Majorana, impegnati in una simulazione dell’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
A commentare l’esperienza è il sindaco Rossana Cannata, che ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa: “L’Aula consiliare del Comune di Avola si è trasformata in una piccola grande ONU, accogliendo una delle esperienze formative più significative dedicate ai giovani del nostro territorio. Una giornata intensa, partecipata e ricca di contenuti, che ha unito scuola, istituzioni e associazionismo in un progetto capace di far vivere ai ragazzi un’esperienza concreta di confronto, responsabilità e visione internazionale”.
Nel corso della simulazione, gli studenti hanno rappresentato ben 51 Paesi, confrontandosi su un tema di grande attualità come intelligenza artificiale, cybersecurity e diritti digitali. Un dibattito articolato che ha toccato questioni cruciali legate all’etica, alla privacy, alla sicurezza e alla libertà online, dimostrando una notevole capacità di analisi e di confronto.
“Abbiamo avuto il piacere di ospitare nella nostra Sala comunale gli studenti delle classi 5A, 5B e 5F dei Licei dell’Istituto Majorana – dice il sindaco – protagonisti di una simulazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale hanno rappresentato ben 51 Paesi, confrontandosi su un tema di straordinaria attualità come intelligenza artificiale, cybersecurity e diritti digitali, con attenzione ai nodi dell’etica, della privacy, della sicurezza e della libertà online”.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso triennale dedicato all’educazione civica e alla mobilità internazionale, promosso da realtà di primo piano come Fondazione Intercultura, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Scuola Democratica. Un percorso strutturato che ha permesso agli studenti di acquisire competenze trasversali fondamentali, dal public speaking alla capacità di lavorare in gruppo, fino alla gestione del tempo e alla consapevolezza interculturale.
“Non è stata soltanto una attività scolastica ma una vera esperienza di cittadinanza attiva – continua il sindaco di Avola – svolta in uno dei luoghi più rappresentativi della vita democratica della città. È stato bello vedere l’Aula consiliare diventare spazio vivo di partecipazione, ascolto, dibattito e costruzione condivisa, proprio grazie ai nostri ragazzi”.
Fondamentale il contributo di docenti, tutor e formatori che hanno accompagnato gli studenti lungo tutto il percorso, offrendo strumenti concreti per affrontare la simulazione con serietà e preparazione. Determinante anche la rete territoriale che ha sostenuto il progetto, coinvolgendo istituzioni scolastiche, associazioni e realtà del territorio in una sinergia virtuosa.
Un aspetto particolarmente significativo è stato l’esito finale dei lavori: al termine della simulazione, infatti, gli studenti sono riusciti ad approvare all’unanimità una risoluzione condivisa, frutto di mediazione, dialogo e confronto costruttivo. Un risultato che testimonia la maturità raggiunta dai partecipanti e la qualità del percorso formativo.
“È stato un segnale bellissimo – specifica il sindaco – vedere i nostri ragazzi confrontarsi attraverso la parola, il rispetto delle regole e la ricerca comune di soluzioni, soprattutto in un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali. Ancora più significativo è che al termine dei lavori siano arrivati all’approvazione unanime di una risoluzione unica”.
L’esperienza MaMun rappresenta così un esempio concreto di come la scuola possa diventare palestra di cittadinanza attiva, avvicinando i giovani alle istituzioni e ai grandi temi globali. Un modello educativo che punta a formare cittadini consapevoli, capaci di leggere la complessità del presente e di contribuire in modo responsabile alla costruzione del futuro.
“Avola è orgogliosa di aver accolto un progetto così moderno, coinvolgente e formativo – conclude il sindaco Cannata – Esperienze come MaMun dimostrano che i nostri giovani, se messi nelle condizioni giuste, sanno esprimere competenza, sensibilità e visione. E dimostrano anche quanto sia importante aprire sempre di più i luoghi delle istituzioni alla partecipazione delle nuove generazioni. Perché educare al confronto, alla legalità, alla cittadinanza e alla dimensione internazionale significa investire nel futuro della nostra comunità”.
L’evento ha rappresentato non solo un momento formativo, ma anche un’occasione per rafforzare il legame tra scuola e istituzioni, confermando il ruolo centrale dei giovani nella costruzione di una società più consapevole, inclusiva e aperta al dialogo internazionale.

