Siracusa: Concluso il convegno su “Strategie di lotta biologica in Sicilia ai fini di una difesa fitosanitaria sostenibile”

Il ciclo degli incontri su “Strategie di lotta biologia ai fini di una difesa fitosanitaria sostenibile”, si è concluso ieri  all’Urban center di Siracusa.

Un evento promosso da Cia Sicilia Sud Est, Distretto degli agrumi di Sicilia e Aiab Sicilia (Associazione italiana agricoltura biologica) con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Siracusa.

L’appuntamento è stato aperto da Chiara Lo Bianco, presidente di Cia Sicilia Sud Est: «La lotta biologica in Sicilia – ha detto – ha una storia antica, ma purtroppo come spesso accade in agricoltura, lo scambio e la diffusione delle informazioni tecniche e il flusso di competenze ed esperienze sono sempre poco diffusi con la conseguenza che le informazioni su sistemi di utilizzo di insetti utili ma anche di virus e di batteri rimangono all’interno delle singole aziende senza un confronto tra metodologie di applicazione che sono invece fondamentali in quanto l’efficacia è strettamente legata alle condizioni di utilizzo».

Dopo la presidente della Cia Sicilia Sud Est, hanno portato i propri saluti Alfio Furnari, presidente Aiab Sicilia, che ha rilevato: «I tanti problemi e cambiamenti con cui ci confrontiamo a livello mondiale non possono essere affrontati dalle singole aziende agricole ma dai biodistretti: ecco la soluzione».

«Abbiamo presentato – ha detto Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – il video sulla Biofabbrica di Ramacca che abbiamo realizzato nell’ambito del progetto “Social Farming 2.0”, all’interno del quale abbiamo proposto anche un corso sull’Agrumicoltura Biologica e che domani vedrà a Palermo l’ultimo degli appuntamenti formativi in programma. Abbiamo realizzato un video sulla Biofabbrica, evidenziandone il lavoro e le grandi potenzialità, perché riteniamo che quando si parla di biologico sia necessario passare dalle parole ai fatti. Il Distretto Agrumi di Sicilia si mette a disposizione per valorizzare la Biofabbrica in un quadro di sistema, ma certamente è necessario che il Governo regionale prenda in mano la situazione per rilanciare e potenziare questa struttura forse ancora poco conosciuta che sicuramente può diventare un centro nevralgico per tutta l’agricoltura biologica siciliana».