Rosolini: Attivato l’impianto di illuminazione pubblica in contrada Pagliarazzi

Attivo  l’impianto di illuminazione pubblica in contrada Pagliarazzi. L’accensione dell’impianto è stata possibile  dopo gli ultimi interventi manutentivi eseguiti dalla ditta Carnemolla di Rosolini che hanno riguardato  un  scavo di 15 metri  lungo il percorso e la posa di ulteriori 300 metri di cavo, l’allaccio completo di tutti i corpi illuminati che ne erano privi. Lavori  che hanno richiesto del tempo e quindi ritardato di qualche settimana l’entrata in funzione. Presenti all’accensione dell’impianto il Sindaco Pippo Incatasciato, gli Assessori Giuseppe Branca e Carmelo Di Stefano i consiglieri comunali Luigi Calvo, Giuseppe Agricola, Saro Modica e Annamaria Cataudella, e diversi residenti della contrada che hanno espresso la loro  soddisfazione dopo anni di attesa.

“Abbiamo accelerato l’iter  per  gli interventi necessari per completamento dell’opera, afferma il Sindaco Incatasciato e questa sera finalmente, grazie all’impegno dell’Amministrazione, dello staff dell’Ufficio tecnico Comunale e  della ditta Carnemolla di Rosolini che si è prestata ad eseguire gli interventi essenziali per  rendere funzionale l’impianto abbiamo potuto procedere all’accensione della illuminazione pubblica in questa contrada. Contrariamente infatti a quanto  declarato da qualcuno per il quale bastava semplicemente un semplice collegamento alla cabina della pubblica illuminazione, si sono dovuti  completare  ulteriori  e importanti interventi che andavano eseguiti con celerità  per dotare la contrada di illuminazione e dare dignità e soprattutto sicurezza  a quanti risiedono in questa contrada. Come Amministrazione Comunale – assicura il primo cittadino  – nella programmazione degli interventi che andremo ad effettuare nel prosieguo della nostra attività amministrativa, terremo in debito conto tutte le criticità che si presenteranno,  per affrontarle e superarle con provvedimenti concreti, in tutte le zone del territorio comunale senza distinzione alcuna, perché tutti, dal centro alle periferie del comune, comprese le  contrade e zone rurali, per una questione di equità sociale, devono usufruire degli stessi diritti”.