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Miasmi nei comuni dell’Aerca Siracusa, La Delfa (Europa Verde): “Ritornare alle misure proposte dal Piano regionale della tutela della qualità dell’aria”

Miasmi nei comuni dell’Aerca Siracusa, La Delfa (Europa Verde Siracusa): “Ritornare alle misure proposte dal Piano regionale della tutela della qualità dell’aria”

“Si ripetono, con una frequenza sempre più ravvicinata, le segnalazioni dei cittadini dei comuni dell’Aerca di Siracusa di cattiva qualità dell’aria, di aria irrespirabile e pregna di miasmi dal caratteristico odore di uova marce o di idrocarburi”.

Lo rileva Salvo La Delfa Coportavoce provinciale di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra  che spiega: “Si ripetono, con una frequenza sempre più ravvicinata, le segnalazioni dei cittadini dei comuni dell’Aerca di Siracusa di cattiva qualità dell’aria, di aria irrespirabile e pregna di miasmi dal caratteristico odore di uova marce o di idrocarburi. È un problema reale a cui, per ogni evento, purtroppo, si reitera un teatrino ormai diventato prassi. I cittadini segnalano sui social o tramite l’app Nose, le aziende del petrolchimico rispondono che non sono state evidenziate anomalie, alcuni sindaci convocano riunioni con Arpa e responsabili delle aziende. Ma a parlare chiaro sono i dati Arpa che certificano una situazione in cui si evidenzia la presenza costante nell’aria siracusana di idrocarburi non metanici, di benzene e di solfuro di idrogeno, tra quelli monitorati. Una cappa invisibile ma presente”.

“Le prescrizioni dei riesami delle AIA nazionali e le azioni messe in campo in questi anni – continua La Delfa- non hanno permesso di evitare che i miasmi industriali nauseabondi continuassero a diffondersi nella troposfera del nostro territorio. È un dato di fatto per il quale non si può non concordare. Non si può, come spesso accade, affermare che l’aria che respiriamo a Siracusa è aria pulita solamente perché gli NOX e gli SOx sono ormai sotto controllo e non intervenire in maniera efficace per l’abbassamento delle quantità di sostanze odorigene”.

Secondo la Delfa la soluzione è ritornare a discutere sull’applicazione delle misure proposte nel 2018 dal Piano regionale di tutela della qualità dell’aria contro cui le aziende del petrolchimico si opposero rivolgendosi al TAR, con il supporto di studi legali di primissimo ordine.

” Quella formulazione del Piano- spiega-  aveva per la prima volta proposto, in maniera innovativa, delle azioni correttive che avrebbero dato sicuramente i loro frutti se fossero state applicate e se le aziende del petrolchimico non avessero posto una ferrea resistenza”.