Caro gasolio, SINALP: “La Sicilia abbandonata. Ora la protesta si estende anche alla pesca”
Caro gasolio, SINALP: “La Sicilia abbandonata. Ora la protesta si estende anche alla pesca”
“Dopo il recentissimo sciopero degli autotrasportatori siciliani, che hanno bloccato il carico e scarico delle merci nei principali snodi logistici regionali per denunciare costi ormai fuori controllo, oltre alle solite chiacchiere di rito, non è arrivato alcun risultato concreto. Nessun provvedimento immediato. Nessun piano straordinario. Nessuna risposta adeguata. Una situazione che definiamo intollerabile e vergognosa, perché chi avrebbe il dovere e il potere di intervenire continua a non farlo, lasciando lavoratori, imprese e famiglie soli davanti a una crisi che rischia di diventare irreversibile”. E’ la denuncia del Sinalp Sicilia ,per voce del Segretario Regionale Andrea Monteleone, che spiega che, “alla protesta dell’autotrasporto si aggiunge oggi quella delle marinerie siciliane, anch’esse strangolate dal costo del carburante. Per pescherecci, flotte locali e piccole imprese del mare, uscire in navigazione è ormai spesso antieconomico. In molti casi il lavoro qu si è trasformato in perdita certa e a nulla valgono le inutili promesse elargite a piene mani ma senza alcun concreto aiuto. La Sicilia, pur essendo un gigantesco hub naturale posto al centro del mediterraneo, rischia così di perdere contemporaneamente, la movimentazione delle merci, l’approvvigionamento alimentare locale, migliaia di posti di lavoro, interi settori storici della propria economia, e la tenuta sociale di numerose comunità costiere.
“Da tempo- dichiara il Dirigente Regionale Sinalp Nino Di Martino- in Sicilia i prezzi del carburante risultano tra i più alti del Paese, pur essendo una Regione produttrice di petrolio. Secondo le analisi del settore, l’impennata dei costi è causata dalla concomitanza di due fattori. Le recenti crisi geopolitiche, che hanno prodotto rialzi immediati e speculativi sui carburanti, nonostante le scorte attualmente distribuite siano state acquistate prima dell’escalation. Le incertezze giudiziarie e finanziarie relative alla gestione della raffineria ISAB di Priolo, uno dei più grandi impianti d’Europa. La commistione di questi due fattori- spiega- sta generando turbative sul mercato regionale. L’ISAB di Priolo è un sito strategico che copre, da solo circa l’80% del fabbisogno energetico siciliano, una quota rilevante dei consumi nazionali. Blocchi temporanei nelle forniture e instabilità gestionale stanno determinando ulteriori rincari alla pompa”.
Secondo il Sinalp Sicilia, “le ricadute sui bilanci aziendali sono drammatiche, oggi siamo in presenza di un + € 3.000 di costi aggiuntivi immediati per singola impresa, e fino a + € 15.000 nel medio periodo se non verranno adottate misure calmieratrici urgenti e reali abbandonando il vergognoso sistema di elemosine dei “bonus”, utili solo a creare sempre più imprese e cittadini “accattoni di stato”.
“Dopo lo sciopero degli autotrasportatori ci aspettavamo atti concreti, non silenzi istituzionali”, dichiara il Dirigente Regionale Sinalp Giuseppe Lombardo. Oggi la protesta si allarga alla pesca e domani coinvolgerà inevitabilmente altri settori produttivi. Se si fermano trasporti e pesca, si ferma la Sicilia intera, e quando si ferma la Sicilia, aumentano prezzi, disoccupazione e disagio sociale, che colpirà inevitabilmente anche il resto d’Italia. “Non si può chiedere sacrifici a chi già lavora senza margini, indebitato, strozzato dai costi e abbandonato dalle istituzioni.”

