Simona Princiotta scrive alle procure di Messina, Roma, Palermo, Reggio Calabria e al CSM

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta la consigliera Comunale di Sircusa ha scritto alle procure di Messina, Roma, Palermo, Reggio Calabria sul “caso Siracusa”

Egregio Procuratore a scriverle non è uno dei suoi colleghi magistrati, ma un semplice consigliere comunale  che è anche una donna ed una madre.

 

Il mio nome è Simona Princiotta, sono consigliere comunale di Siracusa dal 2013 quando ho iniziato un’esperienza politica con grande entusiasmo e con la convinzione di poter essere utile alla mia città.

 

Sono la consigliera comunale alla quale, a solo un anno dall’elezione, attraverso attentati, minacce, diffamazioni, campagne mediatiche pesanti e diffamatorie, pedinamenti, e altre intimidazioni hanno cercato di far capire “a Siracusa chi comanda” e quanto mi convenisse ridimensionare il mio modo di fare politica e soprattutto di smetterla di ficcare il naso negli appalti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giancarlo Garozzo.

 

Chi le scrive è la stessa donna che nonostante si sia vista fermare e picchiare “per errore” il proprio figlio di notte, nonostante si sia vista terrorizzare le proprie figlie adolescenti fino a dentro casa, non si è lasciata intimorire.

Ho resistito perché,  da ingenua cittadina, ho sempre pensato di non essere sola, e ho sempre pensato di essere protetta dai magistrati che rappresentano la Giustizia.

Sono la stessa Simona Princiotta che per quasi due anni, ha vagato al quinto piano del palazzo di giustizia, da sola (mi dicevano che essendo persona offesa non avevo bisogno di avvocati), bussando in Procura alle porte dei sostituti Palmieri e Nicastro che mi rassicuravano: ”ci siamo quasi, stia serena, i colpevoli verranno a galla presto”. Ma poi le rassicurazioni sono diventate proposte per conciliare che non mi pare comportamento che appartenga alle prorogative professionali della magistratura penale.

Infatti quando gli attentati non sono serviti e non ci sono piu state macchine da bruciare è iniziata la valanga di denunce nei miei confronti. Quindi secondo i Pm la soluzione sarebbe stata, cito testualmente: <fare la brava ,fare pace, ritirare le denunce, … in cambio delle archiviazioni delle denunce contrarie>.

 

Ma dopo due anni si scoprono solo fascicoli vuoti, indagini mai fatte e, a causa del mio rifiuto di ritirare le denunce, sono arrivare richieste di rinvio a giudizio insensate.

 

Egregio Procuratore oggi il sindaco vuole strumentalizzare le sue indagini e cercare di passare per il buono e onesto , per la vittima delle mie denunce immotivate ed eterodirette. O, nella migliore delle ipotesi, vuol far passare me come l’utile idiota strumentalizzata dai cattivi. Lo stesso Sindaco che beneficio dello stralcio sull’indagine delle fanta assunzioni (chi era il magistrato? Quali poliziotti se ne occuparono? ) proprio a ridosso della  campagna elettoraleche lo vedeva candidato  a Sindaco.

Lo stesso Sindaco che da una parte non ha mai voluto costituirsi parte civile nei processi contro i suoi dirigenti/consiglieri comunali e dipendenti comunali (come se fosse nel suo potere deciderne l innocenza o addirittura l esito dei processi)  dall ‘altra sembra tentare costantemente di condizionare  mediaticamente i gip che devono decidere sulle  richieste di rinvio a giudizio scaturite dalle mie denunce.

Su quelle denunce precise, circostanziate, corredate da concreti elementi di prova, e che riguardavano l’attività amministrativa del Comune, il sindaco e la giunta non hanno mai ritenuto di rispondere nel merito, di chiarire all’opinione pubblica il comportamento del Comune, dei suoi amministratori politici, dei suoi dirigenti e funzionari.

 

Ma siccome adesso c’è la sua inchiesta che, fra le altre vicende, riguarda anche un “caso” in cui il Comune sarebbe “parte offesa”, automaticamente tutte le denunce e le indagini in corso sull’amministrazione comunale sono frutto di un complotto contro il sindaco purissimo.

 

Io non ci sto, signor Procuratore.

Io sono cosciente degli esposti che ho firmato e che ho affidato in buona fede alla Procura della Repubblica di Siracusa.

 

Egregio Procuratore, io ho bisogno di credere che lei stia mettendo lo stesso impegno che ha messo nell’indagine nata dagli esposti dei suoi colleghi magistrati anche per indagare sui fatti che io ho documentato e che riguardano sempre magistrati siracusani.

 

Io ho bisogno di credere che le mie denunce, le denunce di una cittadina, meritino di essere attenzionate come quelle di un Pm.

I cittadini hanno bisogno di credere che la legge sia uguale per tutti e che la nostra dignità e la serenità dei nostri figli non vale meno di quella di un magistrato .

 

Io ho bisogno di credere che il giornalista Guastella, agli arresti per aver diffamato un pm, sia oggetto della medesima attenta attività istruttoria prevista dalla legge per aver massacrato con una campagna calunniosa e persecutoria una madre ed i suoi figli .

 

Perché il mio diritto a non essere diffamata non può essere, e tantomeno apparire, inferiore al diritto a non essere diffamato di un Pm.

 

Lo stesso vale per la testata giornalistica SIRACUSA NEWS che oggi ha pubblicato un editoriale dove racconta della richiesta danni di 1 milione di euro ricevuta, lo stesso milione di Euro che il padre del giornalista Luca Signorelli chiese alle 24 famiglie vittime di un imbroglio che sfociato in una denuncia penale , casualmente fini a giacere nel fondo di uno dei cassetti del Dott. Nicastro.

Che fine hanno fatto le mie denunce contro l accanimento diffamatorio di questa testata? Dopo un anno ho il diritto di conoscere l esito delle indagini? Oppure solo Luca signorelli puo accedere alle notizie giudiziarie  senza che nessuno gli chieda spiegazioni riguardo l eccessiva tempestivita?

 

Io ho bisogno di credere che ogni tipo di strumento di controllo sia applicato anche per accertare legami (ed eventuali abusi commessi) che io ho denunciato, fra il dott. Nicastro e sua moglie, il dott. Palmieri, il dott. Lucignani, il giornalista Luca Signorelli, il sindaco Garozzo,lo studio legale Favi/ Coppa (assessore dell’ amministrazione Garozzo)i, l’avv. Tota, ( assessore dell’amministarzione Garozzo), l’ex poliziotto Palestro, il finanziere Berrini , l’on. Amoddio , Giuseppe Guastella , dott. Nicola Lo Iacono, e diverse persone della Polizia Giudiziaria. Io ho bisogno che qualcuno faccia chiarezza in questo miscuglio di amicizie, intrecci,contatti su facebook,e partite a pallone da cosa sono legate queste persone? Hanno interessi comuni?  Intrattengono semplici rapporti istituzionali o ci sono rapporti familiari radicati nel tempo?

 

Io credo di aver il diritto di sapere quante persone ricevono, come è accaduto a me, una perquisizione di sabato mattina a fronte di una denuncia per diffamazione (presentata solo un paio di giorni prima), e perché gli attori sono sempre gli stessi (Garozzo/Favi/Nicastro).

A me qualcuno deve spiegare perché a fronte di una sentenza di riesame a mio favore, il pm Nicastro, ignorandola, mi ha sottoposto ad un esame irripetibile. E perché lo stesso Pm mi ha negato per ben tre volte la possibilità di potermi difendere in un interrogatorio formale. Si puo NON attenersi ad una sentenza del RIESAME e rimanere impuniti solo perche togati? Ed il CSM può ignorare questa mia denuncia?

 

Il Sindaco Garozzo in conferenza stampa parla di una presunta archiviazione da parte del CSM sulla posizione del Dott. Lucignagni. Ma qualcuno ha controllato come quest’ultimo ha gestito il fascicolo che riguardava il Presidente del consiglio Santino Armaro (difeso dall avv.Favi) ? qualcuno ha controllato se alla data in cui il Dott. Lucignani fece la prima richiesta di archiviazione aveva gia svolto indagini? E qualcuno sa spiegarmi perche in quel momento mi cancello come persona offesa (ero io la querelante) impedendomi di fare opposizione?

 

Sui giornali leggo di autoassegnazione di fascicoli. 

Sono sicura che la stessa puntigliosa verifica si sta svolgendo per chiarire come mai le prime denunce nei miei confronti, presentata sempre dagli avvocati Favi e Tota erano  assegnate agli stessi magistrati, spesso in assenza del Procuratore. Coincidenze?

 

Sui giornali leggo di fascicoli aperti in modo strumentale, allo stesso modo sono sicura che le indagini serviranno a capire se altri magistrati invece facevano il lavoro opposto tenendo strumentalmente chiusi, in sonno, dimenticati, alcuni fascicoli .

 

Sui giornali leggo di consulenze sospette e di nomine di consulenti con legami di amicizia e parentela.

Sono sicura che le stesse indagini si stanno svolgendo anche per verificare le consulenze dei dott. Nicastro e Palmieri e per chiarire in percentuale quanti fascicoli di società e clienti riconducibili agli avvocati Favi, Coppa e Amoddio e Tota negli anni sono finiti sui tavoli di quei due Pm. Senza trascurare la consulenza assegnata al dott. Lo Iacono commercialista che da una parte accettava la carica di presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di siracusa (grazie all’indicazione del Sindaco) ma dall’altra aveva gia accettato l incarico dal dott.Palmieri per esprimersi sulla regolarita di alcune somme erogate dallo stesso comune di siracusa che incidevano sullo stesso bilancio. Che fine ha fatto questa mia denuncia? Il Dott. Lo Iacono è stato rinviato a Giudizio? Da quale avv. è stato assistito? E durante la sua carriera da quali Pm ha ricevuto nomine?

 

Sui giornali leggo di violazione del segreto istruttorio, e sono certa che oggetto di accuratissime indagini sarà il caso di qualche Pm e qualche graduato della polizia che avevano accesso ai contenuti delle mie dichiarazioni durante gli interrogatori con altro Pm, e poi utilizzavano la loro influenza per fare pressione su di me e sull’on. Zappulla (“…la sua consigliera parla troppo , deve parlare poco perché la sentiamo in tanti”…) facendo credere che avessi i telefoni sotto controllo o chissà magari lo erano pur senza autorizzazione. Fascicoli finiti a Catania di cui non ho piu avuto notizie.

 

Egregio Procuratore qualche politico che da coniglio vuole apparire cuor di leone oggi rilancia sulla mia conferenza stampa del maggio scorso in cui denunciai proprio questi comportamenti da parte della magistratura. Ma perché lo fa adesso? Io ho ricevuto decine di denunce per le mie conferenze stampa fatte in questi 4 anni. Quella è stata l’unica conferenza stampa per la quale nessuno ha osato querelarmi nonostante io abbia sollevato accuse gravi e documentate. Come mai?

 

 

Egregio Procuratore io non ho interessi economici né sulla gestione della cosa pubblica né sulle vicende giudiziarie, io per mantenere i miei figli lavoro giorno e notte. Dall’esperienza politica economicamente ho solo ricevuto danni sia per le spese legali sia per le macchine bruciate, ma io non mi arrendo.

Io merito giustizia. 

Potete indagare e rivoltarmi come un calzino io non ho scheletri nell’armadio e questo mi dà la forza di far sentire la mia voce senza timore. Anche oggi alla luce delle indagini di cui ho letto sui giornali.

Ormai da anni si cerca di screditare la mia persona nel modo piu vergognoso , ossia toccando la mia dignita di donna. Ma nessuno meglio di Lei che ha ascoltato ed intercettato per mesi gli indagati sa che ALCUN RAPPORTO PERSONALE E’ MAI ESISTITO FRA ME ED I PUBBLICI MINISTERI LONGO E DI MAURO. Ma ciò non toglie che io ho il diritto di conoscere l ‘esito delle indagini sullo stolking subito da me e dalle mie figlie da due sconosciuti che mi hanno  seguita per mesi.

 

Io ,fino a due anni fa avevo un senso quasi di reverenza nei confronti di un magistrato. Lo vedevo come essere autorevole ed imparziale.

Oggi ne ho paura. 

 

Non ho più paura delle minacce dei personaggi politici, degli attentati, dei pedinamenti su commissione. Ho paura di coloro i quali dovrebbero rappresentare la giustizia e garantire i cittadini.

 

Io non ho amicizie importanti, io non ho soldi, non sono figlia d’arte e non sono cresciuta con un padre parte attiva nei “veleni in Procura” ma sono una persona onesta che crede in ciò che fa e che non ha intenzione di rinnegare il lavoro svolto da consigliere comunale a favore della citta.

 

Egregio Procuratore io non ho scoperto il vaso di pandora , io ho denunciato fatti che a Siracusa conoscono anche i bambini, il vaso di pandora dovevano scoprirlo le persone pagate per fare questo mestiere.

Dove sono finite le mie denunce?

A fronte di una denuncia su possibili tangenti come quella della soc.coop. STESS qualcuno ha indagato per verificare  la vera entità  del  fenomeno tangenti al comune di siracusa? Siete sicuri che sia circoscritto al caso Stess? IO NO

 

Egregio Procuratore a fronte delle diverse denunce presentate dalla sottoscritta riguardo gli appalti del comune di Siracusa, la gestione dei bilanci, la distribuzione dei contributi pubblici, è stata fatta una vera e propria indagine o ci siamo fermati alle relazioni del finanziere Berrini difeso sempre dall’onnipresente avv.Favi?

A cosa sono servite le mie denunce, le macchine bruciate le diffamazioni e le calunnie, a cosa è servito sovraesporre me ed i miei figli se poi la politica Siracusana continua a gestire indisturbata gli appalti come se nulla fosse?( vedi gestione asili nido). I diffamatori dicono che sono stata spinta da interessi economici, anche su questo chi meglio di Lei può verificarne la fondatezza.

Io da ingenua pensavo che le mie denunce fossero solo uno spunto su cui l’autorità Giudiziaria avrebbe dovuto indagare con ogni mezzo , ma ad oggi COSI NON E’ STATO.

Ad oggi nei miei 335(nonostante siano passati mesi e forse anni) non sono neanche apparse tutte le iscrizioni degli indagati.

 

Egregio Procuratore io spero che la sua azione sia capace di restituire a me ed ai Siracusani la fiducia nella giustizia.