Venti di guerra per la Siria anche in Sicilia Massima allerta nella base di Sigonella a Catania

Pare imminente e aumentano le probabilità per un attacco militare degli Stati Uniti, con il supporto di Francia e Gran Bretagna alla Siria, nelle prossime 72 ore.

Lo fa presagire anche l’allerta di ieri notte diramata da Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza dei voli, che ha invitato le compagnie aeree a volare con prudenza nelle rotte del Mediterraneo orientale per via di “possibili attacchi missilistici sulla Siria nelle prossime 72 ore”.

Secondo Eurocontrol lo spazio aereo nella grande area attorno alla Siria potrebbe essere oggetto di blackout radio, provocati dai militari americani in previsione delle loro operazioni.

E nella base di Sigonella, vicino Lentini, è scattato lo stato di pre-allerta.

I venti di guerra sulla Siria, su cui soffia l’amministrazione Trump per tentare anche di salvare dal crollo l’economia statunitense attraversata da un’acutissima crisi finanziaria dovuta all’indebitamento non controllato dei propri istituti bancari, alimentano la possibilità di un attacco americano contro il regime di Bashar al-Assad e mettono in allarme le basi americane dislocate sul territorio italiano.

In particolare quella strategica di Catania: la base aerea di Sigonella.

In caso di attacco, infatti, sarebbe proprio la Sicilia ad assumere un ruolo d’importanza strategica nel Mediterraneo, come già accaduto per la guerra in Libia nel 2011.

Allora, fu soprattutto la base aerea di Trapani-Birgi, sede del 37mo stormo dell’Aeronautica militare a ricoprire un ruolo guida.

Questa volta, invece, la chiave di volta potrebbe essere l’aeroporto militare di Sigonella, vicino Catania, sede del 41mo stormo dell’Aeronautica e di un distaccamento della Us Navy americana, nonché snodo logistico per tutte le operazioni aeree militari nel Mediterraneo.

Nella base, in queste ore si registra un’intensa attività aerea, con numerosi aerei militari da trasporto in arrivo e in partenza.

Altro obiettivo sensibile per il regime siriano potrebbe essere, inoltre, il Muos, il controverso sistema di telecomunicazioni militari della Marina americana, in costruzione tra le polemiche nella riserva naturale della Sughereta a Niscemi.

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