The Siracusa International Institutute for Criminal Justice and Human Rights presenta la campagna per il diritto alla conoscenza

Siracusa (28/05/2017) – Questa mattina, presso la sede del The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, si tiene  la conferenza stampa di presentazione del documento che istruisce la campagna per il riconoscimento insieme alle le Nazioni Unite, del diritto alla conoscenza come diritto umano universale. Il documento è disponibile in italiano ed in inglese  sui siti del comitato scientifico preceduto dal professore emerito Sharif Bassiuni, presidente ora dell’istituto.

Parteciperanno alla conferenza stampa, insieme al professore Sharif Bassiun, l’avvocato Ezechia Paolo Reale, segretario generale del Siracusa International Institut, Laura Hart, rappresentante all’Onu del partito radicale.

 

del partito radicale e coordinatrice del comitato scientifico e Matteo Angioli, membro della presidenza del partito radicale e segretario del comitato mondiale per lo stato di diritto.

Già lunedì il Documento sul Diritto alla Conoscenza è stato presentato nella sede storica del Partito Radicale Transnazionale e transpartitico di Torre Argentina di Roma. La campagna per la affermazione del Diritto alla Conoscenza nasce per volere di Marco Pannella nel 2003. I due giovani ricercatori e attivisti oggi portano avanti la campagna di Pannella

 

Ecco un sintesi del documento:

 

“La campagna per l’affermazione del diritto del pubblico a conoscere mira ad affrontare l’erosione dello Stato di Diritto e dei diritti umani nel mondo, impegnandosi sull’attivazione di un dibattito globale in tutte le istituzioni governative pertinenti e nella società civile con lo scopo di rafforzare e affermare il primato degli standard internazionali in materia di diritti umani, la partecipazione dei cittadini, e delle efficaci misure di accountability. Proponiamo a tal fine il riconoscimento del diritto umano e civile di conoscere, come strumento chiave per raggiungere tali obiettivi e come elemento fondamentale dello Stato di Diritto.

Il documento esplicativo e concettuale per il Diritto alla Conoscenza presenta una panoramica delle caratteristiche principali di questo diritto umano, come (a) il diritto civile e politico del cittadino (b) di essere attivamente informato su tutti gli aspetti relativi alla gestione di tutti i beni pubblici (c) durante l’intero processo politico e decisionale, al fine di consentire (d) la partecipazione piena e democratica al dibattito pubblico riguardante tali beni ed (e) tenere gli amministratori di tali beni pubblici accountable in base agli standard dei diritti umani e dello Stato di Diritto.

Il diritto pubblico alla conoscenza è attivato tramite una ecologia di strumenti riguardante il dibattito pubblico, misure di trasparenza e diritti umani (libertà di espressione e di stampa). L’insieme degli strumenti garantisce la diffusione di tutte le informazioni pertinenti sul chi, cosa, come e perché, al pubblico, in tutte le fasi del processo decisionale. Inoltre, eventuali limitazioni a tale diffusione proattiva sono essi stessi oggetto di dibattito pubblico, di controllo e di revisione. Questa ecologia di strumenti è fondamentale per consentire il dibattito pubblico vero e pluralistico, così come la partecipazione piena in una società democratica.

Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico è presieduto da: Prof. M. Cherif Bassiouni è Professore Emerito di Diritto presso la DePaul University dove ha insegnato dal 1964 al 2009. È stato uno dei membri fondatori dell’International Human Rights Law Institute presso la DePaul University, istituito nel 1990. È stato Presidente dal 1990 al 2008 e poi Presidente Emerito. Nel 1972, è stato uno dei fondatori dell’Istituto Internazionale di Studi Superiori in Scienze Criminali (ISISC) a Siracusa, Italia, dove ha servito come Segretario Generale dal 1972 al 1974, Dean dal 1974 al 1988 e poi come Presidente. Ad oggi è Presidente Onorario del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights. Ha lavorato come Segretario Generale dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale dal 1974 al 1989 e come Presidente per tre mandati dal 1989 al 2004, quando è stato eletto Presidente Onorario. Dal 1975, il Professor Bassiouni è stato nominato a 22 posizioni delle Nazioni Unite, tra cui le seguenti: Presidente e poi membro della Commissione d’inchiesta per la Libia (2011-12), Esperto Indipendente sui diritti umani per l’Afghanistan (2004-06), Esperto Indipendente sui diritti di restituzione, compensazione e riabilitazione per le vittime di gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali (1998-2000). Tra il 1973 e il 2003, il Professor Bassiouni è stato consulente per il Dipartimento di Stato americano e il Dipartimento di Giustizia su diversi progetti. Ha ricevuto nove lauree ad honorem da sei paesi ed è stato premiato con undici medaglie provenienti da sette paesi. Tra i numerosi riconoscimenti e premi che ha ricevuto ci sono: la Nomination al premio Nobel per la Pace (1999), la Medaglia Goler T. Butcher dell’American Society of Law (2014), il Premio per i diritti umani di Stoccolma (2013).

Prof. Claire Dunlop è Professoressa di Scienze Politiche e studiosa di Pubblica Amministrazione. Ha conseguito la laurea con lode in Scienze Politiche presso l’Università di Strathclyde nel 1997, e un Master in Public Policy con lode nel 1998. Nel 2002, ha completato un dottorato di ricerca sulle comunità epistemiche e produzione di conoscenza nell’UE, che è stato supervisionato da David Judje ed esaminato da Laura Cram e Claudio Radaelli. I suoi principali interessi di ricerca sono le politiche di competenza e di utilizzo della conoscenza; comunità epistemiche e politica di consulenza; gestione dei rischi; apprendimento delle politiche e di analisi; valutazione di impatto; e narrazioni politiche. Ha approfondito questi interessi concettuali principalmente nell’ambito del Regno Unito e dell’UE, e più frequentemente in relazione all’agricoltura, all’alimentazione e alle questioni ambientali. Più di recente, ha intrapreso la ricerca normativa LGBT nel Regno Unito. Dal 2010, Claire è stata responsabile dell’UK Political Studies Association (PSA) Public Policy and Administration specialist group. Nel 2014, diventa Editore di “Public Policy and Administration”. È co-autrice di due libri sulla valutazione dell’impatto normative con Claudio Radaelli e ha scritto un notevole numero di articoli.

Prof. Francesca Graziani è Professoressa di diritti internazionale presso la Seconda Università di Napoli con la “Cattedra Jean Monnet” della Facoltà di Scienze Politiche. Dal 2011 al 2015 è stata la delegata italiana nella Commissione “Finanza” dell’Autorità Internazionale dei fondi marini (ISA); membro della Task Force per la ricostruzione del sistema giuridico afghano istituito dal Ministero degli Affari Esteri italiano, da novembre 2001 ad aprile 2003; membro della Delegazione Italiana alla Conferenza Diplomatica della Nazioni Unite dei plenipotenziari sulla istituzione della Corte penale internazionale (Roma, giugno-luglio 1998). Dal 1997, è esperta giuridica presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Servizio Affari Legali, accordi diplomatici e internazionali) italiano. È docente di diritto internazionale e diritto dell’Unione europeo in varie scuole post-laurea, tra cui la SIOI di Roma. La Professoressa Graziani è anche molto attiva nel fornire consulenza in casi di contenzioso europeo e internazionale. Nel dicembre del 2012 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i suoi servizi di consulenza per il Ministero degli Affari Esteri dal 1997.

Prof. Claudio Radaelli è Professore presso la Facoltà di Scienze Politiche, con la cattedra “Jean Monnet”, di Politica Pubblica Europea ed è Direttore del Centro per la Governance europea all’Università di Exeter. Il Professor Radaelli ha studiato Economia e Scienze Sociali presso l’Università Bocconi di Milano (1979-1985), con una tesi sull’economia politica della piena occupazione, sotto la supervision del Prof. Giuliano Urbani. Ha iniziato il dottorato nel 1992 presso l’Università di Firenze e ha trascorso 14 mesi, durante il dottorato, presso l’Università di Warwick, sotto la supervisione di Jeremy Richardson. Nel 1995, ha aderito al Dipartimento di Studi Europei all’Università di Bradford, dove è stato promosso docente nel 1998 e ha ottenuto la cattedra in Politica Pubblica nel 2000. Nel 2002-2003, il Professor Radaelli ha co-diretto il programma Forum europeo dell’Istituto Universitario Europeo. Si è trasferito all’Università di Exeter nel settembre 2004, dove è diventato direttore del Centro per la Governance europea e da settembre 2014 ha ottenuto la cattedra Jean Monnet in Economia Politica. E’ autore di numerosi libri, articoli, commenti e relazioni sulle politiche di regolamentazione, sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche in Europa, sul rule-making e sulla democratizzazione. Nel corso degli ultimi anni, ha fornito consulenze all’OCSE, la Banca Mondiale e la Commissione europea. Nel 2015, con la Professoressa Dunlop, ha avviato il programma di Policy Exchange per sostenere la partecipazione pubblica nel campo delle politiche pubbliche europee. Recentemente, il Professor Radaelli ha contribuito allo sviluppo di un quadro OCSE per la valutazione delle politiche regolatori, e ha organizzato una sessione di ricerca per il Regulatory Scrutiny Board della Commissione europea nel maggio 2017 per presentare i risultati di una serie di ricerche recenti sviluppati da squadre inter-disciplinari.

Avv. Ezechia Paolo Reale è avvocato di difesa penale, partner dello studio legale “Sallicano & Reale” a Siracusa. È attivo come avvocato dal 1985, davanti alla Corte di Cassazione, la Camera Disciplinare del Consiglio Superiore della Giustizia italiano e la Corte Europea per i Diritti Umani. Dal 1997 è impegnato nel settore del diritto penale internazionale, diventando membro del Comitato Scientifico Regionale dell’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC) e del Consiglio di Amministrazione del Centro Studi di Diritto Penale Europeo di Catania. Ad oggi è Segretario Generale del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights. Ancora nel 1997, è stato Visiting Fellow all’International Human Rights Law Institute presso la Facoltà di Giurisprudenza di DePaul University a Chicago. Negli anni successivi, in qualità di Rappresentante dell’ISISC, ha partecipato al Comitato Preparatorio per l’Istituzione di una Corte Penale Internazionale, tenutosi all’Ufficio delle Nazioni Unite a New York. Dal dicembre 1999 al 2008, è stato Consigliere comunale per la Pianificazione Urbana nella città di Siracusa. Nel 2000 è diventato membro dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale (AIDP) e ha partecipato alla Conferenza di Alto Livello per la Firma della

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Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale e i suoi Protocolli, tenutasi a Palermo. In qualità di Consigliere legale della Delegazione Diplomatica italiana, nel 2002 e 2003 ha partecipato all’Assemblea degli Stati Parti dello Statuto della Corte Penale Internazionale, tenutasi all’Ufficio delle Nazioni Unite a New York. Ha redatto la versione italiana del testo dello Statuto della Corte Penale Internazionale, contenuto nel libro “La Corte Penale Internazionale – Organi, Competenza, Reati, Processo” (Giuffrè, Italia, 2006). Nel 2008, è stato ammesso all’elenco di avvocati qualificati di difendere dinanzi alla Corte Penale Internazionale. Nel 2010, in qualità di Consigliere Legale della Delegazione Diplomatica italiana, ha partecipato alla Conferenza di Revisione dello Statuto della Corte Penale Internazionale, tenutasi a Kampala (Uganda).

Prof. Natalino Ronzitti è Professore Emerito di Diritto internazionale presso l’Università Luiss, a Roma, e consigliere scientifico dello IAI (Istituto Affari Internazionali). È stato Visiting Fellow e Scholar in Residence in numerose università straniere, incluse università nel Regno Unito e negli Stati Uniti. “Professeur invité” all’Università di Parigi II e più volte professore occasionale all’Università di Alessandria in Egitto, ha tenuto conferenze in numerose istituzioni e università straniere, svolgendo anche un corso all’Accademia di Diritto Internazionale dell’Aja. È stato consulente dei Ministeri di Esteri e Difesa e consigliere giuridico presso la Missione italiana alla Conferenza del Disarmo a Ginevra. È membro dell’Institut de droit international.

Il Comitato Scientifico è coordinato da: Laura Harth è ricercatrice dottoranda presso l’Università di Exeter, Regno Unito. Il dottorato è finanziato dal South West Doctoral Training Centre (Economic and Social Research Council, UK). Ha completato con lode il suo Master in Diritto Internazionale ed Europeo presso l’Università di Ghent, in Belgio, il Master europeo in Diritti dell’Uomo e Democratizzazione con una tesi sul potere della nonviolenza presso l’Università di Padova, Italia, e il Master di Ricerca in Scienze Politiche presso l’Università di Exeter. È attualmente Rappresentante del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito presso le Nazioni Unite.

Nel corso degli ultimi due decenni, abbiamo assistito ad un crescente disprezzo per gli standard internazionali dei diritti umani e dello Stato di Diritto nella politica sia interna che internazionale, anche nei cosiddetti “paesi democratici”. Il potere discrezionale degli Stati nazionali si è rafforzato a discapito dello Stato di Diritto e l’universalità dei diritti fondamentali come codificati nelle convenzioni internazionali. Allo stesso tempo, nuovi sviluppi tecnologici nella comunicazione hanno permesso una maggiore trasparenza e discussione riguardante questi temi, che hanno spinto intere popolazioni a ribellarsi, anche se finora senza grandi risultati positivi per lo Stato di Diritto. Inoltre, spesso le stesse strategie di comunicazione sono utilizzate per disinformare il pubblico, il quale non è sempre in possesso degli strumenti necessari per distinguere tra fatti e finzione ed è privato dei propri diritti proprio a causa della mancanza di informazioni necessarie per giudicare le azioni dei governi e a chiederne conto.

Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT) ha avviato la sua campagna per la riaffermazione dello Stato di Diritto e l’affermazione del diritto umano alla conoscenza nel 2003, dopo il fallimento del suo tentativo di scongiurare la guerra in Iraq attraverso l’esilio di Saddam Hussein e la creazione di un governo ad interim sotto gli auspici delle Nazioni Unite a causa delle scelte repentine del Presidente Bush e del Primo Ministro Blair. La pubblicazione del Rapporto sulla Guerra in Iraq della Commissione d’Inchiesta Chilcot ha confermato che la decisione di iniziare la guerra fu basata su i motivi discutibili e che i fatti presentati al popolo e al Parlamento britannico furono per lo meno contaminati da una certa predisposizione a favore della guerra.

Lo scenario globale complessivo non si è migliorato da allora: la tensione sociale e l’instabilità politica sono in crescita. In tutto il mondo le voci populiste diventano più forti, con risultati che vanno da esiti elettorali precedentemente inimmaginabili all’abolizione di diritti umani già conquistati, fino al terrorismo e alla guerra civile. Nonostante questo cupo scenario potrebbe essere razionalmente affrontato soltanto con un atteggiamento negativo, riteniamo che una visione alternativa sia possibile. Lo scenario attuale potrebbe rappresentare un’occasione unica per trasformare un approccio governativo piuttosto rilassato riguardante l’affermazione dei diritti umani nel mondo e, in particolare, le politiche internazionali, in un fermo impegno per il progresso dello Stato di Diritto su scala globale. Crediamo anche che l’affermazione del diritto umano a conoscere cosa e come i governi decidano in nome dei propri cittadini sia essenziale per un tale sforzo”.

 

 

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