Teatro comunale di Siracusa, replica e controreplica di Visentin

Siracusa (05/01/2016) – Il teatro comunale ddi Siracusa è stato terreno di confronto per parecchie settimane, prima e dopo la sua inaugurazione. Tra i protagonisti del dibattito c’è l’ex sindaco della città, Roberto Visentin, che, qualche giorno addietro, ha fatto un primo intervento rivendicando il lavoro svolto dalla sua amministrazione sulla strada del recupero dell’importante struttura. C’è stata, quindi, una replica dell’attuale assessore alla cultura, Francesco Italia, ed una controreplica dell’ex sindaco. Per chiarezza di cronaca, vi proponiamo il primo intervento di Visentin e, subito dopo, la controreplica ad Italia.

“In merito alla riapertura del Teatro Comunale mi preme precisare quanto segue: Il Teatro è stato oggetto di diversi interventi significativi a partire dagli anni ’80, allorquando sono stati eseguiti interventi per circa 3,5 miliardi di lire per il rifacimento delle coperture, per un parziale consolidamento strutturale e per il restauro pittorico delle tele. Per il suo completamento venne redatto un progetto complessivo per una spesa di circa 25 miliardi di lire. L’amministrazione Bufardeci ritenne tale costo eccessivo e incaricò il Prof. Ugo Meli, (allora direttore dell’Istituto Regionale del Restauro), della progettazione e direzione lavori. Fra il 2005 ed il 2007 vennero eseguiti i lavori finanziati con i fondi della legge sulla ricostruzione 433/91, per un importo di circa 2,7 milioni di euro avendo la Regione incamerato il ribasso d’asta. Al termine dei lavori, purtroppo il Teatro non era completo perché si dovevano ancora realizzare interventi strutturali, tutte le opere di rifinitura, di restauro e buona parte degli impianti e gli interventi sulla parte dell’ex Ufficio Tecnico indispensabile per l’utilizzo del Teatro. Insomma, un intervento molto parziale che non consentiva la fruizione del Teatro. Per consentire ciò, fu affidata al personale dell’Ufficio Tecnico Speciale di Ortigia, la progettazione e la direzione dei lavori di completamento. Il progetto comportava una spesa di circa 5,3 milioni di Euro, che vennero finanziati per 1,3 milioni con fondi della legge 433/91 e per la restante parte di 4 milioni si decise di accendere un mutuo, anche per evitare che passando il tempo i lavori già fatti potessero degradarsi. Nonostante opposizioni varie anche da parte di rappresentanti dell’allora maggioranza, il mutuo fu inserito nel bilancio preventivo del Comune relativo all’anno 2009 che con la delibera del C.C n° 109 del 20 luglio 2009 venne approvato da tutti i Consiglieri ad esclusione di quelli del PD con capogruppo l’attuale Sindaco. 2 Alla data del 31 dicembre 2012, nonostante alcuni ritardi per ricorsi al T.A.R., i lavori erano completati compreso gli arredi ed esclusa solo la posa in opera del sipario (già ordinato); il Teatro nell’arco di poche settimane poteva essere fruibile. In sintesi, interventi per 1,8 milioni di Euro circa sono stati eseguiti prima dell’anno 2000; per 2,7 milioni di Euro durante la sindacatura Bufardeci; per 5,3 milioni di Euro durante la mia sindacatura. Questi i fatti ed i costi, il tutto può essere documentato facilmente dagli atti giacenti presso gli uffici comunali. Anch’io oggi esprimo soddisfazione per un primo utilizzo del Teatro, ma non posso non rilevare che appare oggi, assolutamente strumentale sostenere, da parte dell’attuale amministrazione, che il ritardo nell’apertura del Teatro sia da attribuire a non ben definiti interventi di completamento e ad un contenzioso con la ditta esecutrice dell’intervento diretto dal Prof. Meli per la perdita di alcuni giunti di tubazioni antincendio, riparazione per la quale occorreva una cifra esigua. Invece, sarebbe opportuno conoscere quali interventi e quali costi ha sostenuto l’attuale amministrazione e paragonarli con quanto fatto e speso in passato. Ci si chiede quali sono le vere motivazioni che hanno ritardato l’apertura del Teatro, peraltro temporanea ? Ed ancora, se il teatro non era completato né utilizzabile come è stato possibile nell’ottobre 2013 allestire un set per una festa privata organizzata dai titolari di un importante marchio italiano (Dolce e Gabbana) che mai avrebbero accettato una location, che secondo le dichiarazioni degli attuali amministratori era poco più che un cantiere ? A chi legge le conclusioni”.

Dopo la replica di Italia, Visentin interviene nuovamente con un documento diffuso oggi. Ve lo proponiamo integralmente:

“La replica del Vicesindaco Francesco Italia alla mia nota di ieri sul Teatro Comunale richiede alcune precisazioni.

Innanzitutto voglio puntualizzare che io non intendo minimamente disputare una gara o rivendicare nulla per i lavori fatti. Era un mio preciso dovere.

Resta il fatto che il Vicesindaco ancora una volta non ha risposto agli interrogativi posti e cioè: quali interventi sono stati fatti dall’amministrazione attuale, quanto sono costati e perché si è aspettato oltre tre anni per riaprire il Teatro.
Fa, invece, altre considerazioni che dimostrano la sua scarsa conoscenza dell’iter di tutti i lavori e dichiara: “se dobbiamo andare a puntualizzare nel dettaglio chi ha fatto cosa, a molti converrà probabilmente mantenere un silenzio discreto e salvare la faccia”. Ebbene lo invito a farlo. Dovrebbe sapere che da sempre la quantità di lavori eseguiti si misura su un unico parametro: i loro costi, e quelli riportati nella mia precedente dichiarazione alla stampa sono dati riscontrabili. Preciso, che le opere che denuncia essere state eseguite male (antincendio e corpi illuminanti vari) rientrano all’interno dei lavori diretti dal Prof. Meli; lavori che sono stati regolarmente collaudati e accettati da una commissione di collaudo nominata dalla Regione con certificato di collaudo in data 6 ottobre 2010; in mancanza del quale non si sarebbero potuti appaltare ed eseguire i lavori di completamento durante la mia sindacatura.

Inoltre, chiamala come vuoi, ma resta che il Teatro, nell’ottobre 2013, è stato utilizzato da diverse persone per la presentazione internazionale di un profumo da parte di D&G in mancanza del certificato di collaudo tecnico-amministrativo dell’ultima tranche di lavori poiché le relative operazioni sono a oggi ancora in corso; mentre la consegna delle opere dall’impresa all’amministrazione risale solo a pochi giorni fa e quindi fino a tale data il Teatro era da considerare legalmente un cantiere nella disponibilità dell’impresa esecutrice dei lavori.

Come hanno fatto a utilizzare il Teatro e a far eseguire da altri i tanto declamati lavori extra in mancanza verbale di consegna? E poi anche se mancavano dei corpi illuminanti era necessario impiegare oltre tre anni per acquistarli e metterli in opera ? Restano sempre senza risposta gli interrogativi posti”.

 

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