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Avola: conto pignorato per tasse comunali non pagate, la denuncia di un pensionato che percepisce la pensione minima

Avola, conto pignorato per tasse comunali non pagate: la denuncia di un pensionato che percepisce la pensione minima. “La sindaca lo sa che così non arrivo a fare neppure la spesa?” L’amaro sfogo del pensionato.

Un conto corrente pignorato per il mancato pagamento di tributi comunali. È quanto denuncia un pensionato di Avola, che racconta di essersi recato in banca per prelevare la pensione e di aver scoperto di non poter accedere alle somme presenti sul conto a causa di un pignoramento eseguito dalla Sogert.

Avola, pignoramenti dei conti correnti per tasse comunali non pagate, a subire è un pensionato che percepisce la pensione minima

L’uomo spiega di percepire una pensione minima e un’indennità legata a un infortunio sul lavoro e sostiene di non aver avuto la possibilità di concordare un piano di rientro prima dell’avvio della procedura esecutiva.

Prendo 630 euro di pensione più l’infortunio sul lavoro e sono stato in banca per prelevare la pensione. Mi è stato detto che non potevo prelevare e che dovevo pagare la somma pignorata. Sinceramente non ricordo, da quando vivo in questa città, un fatto simile. Le tasse si pagano, ma potevano farmi una rateizzazione anziché pignorarmi il conto. E aggiunge amareggiato – “Vorrei chiedere alla sindaca come farò adesso ad arrivare a fine mese? C’era tanta gente nella mia stessa situazione. Credo sia molto ingiusto tutto questo, sono un pensionato, non un benestante. Ad Avola si sta superando ogni limite”  – dichiara il pensionato.

Secondo quanto riferito dal pensionato, il pignoramento sarebbe legato al mancato pagamento delle bollette relative al servizio idrico e alla tassa sui rifiuti. L’episodio ha suscitato in lui tanta rabbia e amarezza e chiede maggiore attenzione verso le fasce più deboli della popolazione e l’adozione di strumenti come la rateizzazione senza dover ricorrere a misure esecutive come il pignoramento del conto corrente.

Avola, pignoramenti dei conti correnti per tasse comunali non pagate, a subire è un pensionato che percepisce la pensione minima.

La vicenda riaccende il dibattito sulle modalità di riscossione dei tributi comunali e sulle tutele per i contribuenti economicamente più fragili. Al momento non risultano dichiarazioni da parte dell’Amministrazione comunale o della società incaricata della riscossione in merito al caso segnalato.

Abbiamo chiesto lumi all’avv. Vincenzo Campisi a parere del quale, fermo l’esame completo della documentazione inviata al pensionato, sarebbe illegittimo il comportamento della banca.

L’attuale disciplina prevista dal legislatore in materia di pignoramento – dichiara Campisi – garantisce la tutela di prestazioni vitali come la pensione introducendo dei precisi limiti. Le somme dovute a titolo di pensione, infatti, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale (oggi pari ad euro 1.092,48) con un minimo di 1.000 euro. Questo concretamente vuol dire che il legislatore garantisce un minimo di 1.000 euro impignorabile (e una percentuale ridotta sulla parte eccedente). Nel caso di accredito della pensione su conto bancario o postale intestato al debitore (oggi la regola), il legislatore distingue due ipotesi. Se l’accredito della pensione sul conto corrente è stato effettuato prima del pignoramento, la pensione potrà essere pignorata solo se il suo importo è superiore ad euro 1.638,72. Se, invece, l’accredito della pensione sul conto corrente è stato effettuato alla data del pignoramento o successivamente, la pensione potrà essere pignorata solo se il suo importo è superiore ad euro 1.000,00. Stanti questi precisi limiti normativi, credo che il pignoramento subito dal pensionato sia illegittimo e vada contestato con gli strumenti previsti dal legislatore”.

Sulla vicenda torneremo anche perché i pignoramenti si moltiplicano giorno dopo giorno.