Siracusa, si dimette per protesta il presidente della commissione Bilancio

Siracusa (13/09/2016) – Il presidente della V Commissione consiliare del Comune di Siracusa, questa mattina, si è dimesso, nonostante nella votazione della sfiducia contro di lui non sia stato raggiunto il quorum. Lo ha fatto per protesta, in quanto ritiene di non avere avuto solidarietà dagli altri componenti della commissione, dopo la firma della mozione. In particolare, Acquaviva, in apertura di seduta ha fatto il punto dell’attività svolta, documentando una notevole efficienza nel coordinamento dei lavori. Poi ha aperto la votazione, a scrutinio segreto, dimettendosi subito dopo.

Il coordinamento, adesso, della commissione passa provvisoriamente nelle mani della vicepresidente, Stefania Salvo, fino all’elezione del nuovo presidente”

Questo, comunque, il testo integrale della dichiarazione diffusa questa mattina da Acquaviva:

“Questa mattina in V commissione, nell’ambito del dibattito sulla richiesta di mie dimissioni presentata da otto componenti, ho illustrato l’attività svolta nel primo semestre. I dati dimostrano un’efficienza del 99%. Cioè il numero delle convocazioni è stato basso (4 sedute al mese) ma molto fruttuoso, visto che in media ad ogni seduta è stato rilasciato un parere, richiesto ai sensi di regolamento dalla presidenza del consiglio comunale, su atti di Giunta o proposte di settore. Solo una la seduta andata deserta. In questi sei mesi ho realizzato l’archivio on-line della commissione per garantire l’accesso agli atti anche ai cittadini, ho introdotto la diretta streaming delle sedute, ho rispettato scrupolosamente le indicazioni del presidente Santino Armaro, finalizzate alla riduzione del numero delle riunioni coerentemente al nuovo regolamento delle commissioni approvato dal consiglio comunale nel maggio 2015 e alla nuova normativa. Per dimostrare la mia neutralità politica nell’attività di coordinamento della commissione, ho nominato al ruolo di segretario un dipendente comunale che godeva della fiducia dei gruppi di opposizione. Dopo il dibattito, ho, comunque, preso atto che il malcontento per l’eccessiva razionalizzazione del numero di. convocazioni è più diffuso di quanto pensassi. Si è proceduto al voto a scrutinio segreto sulla mozione di sfiducia di provenienza politica trasversale e, nonostante tale mozione non avesse raggiunto il quorum, 8 voti favorevoli (sono necessari 9 voti), ho deciso di dimettermi comunque, atto che formalizzerò domani. Non ho riscontrato, infatti, la solidarietà dagli altri colleghi (1 franco tiratore ha votato per la sfiducia, 3 le schede bianche e solo 3 sono stati i voti contro la sfiducia) e non sono disponibile a prestare il fianco a strumentalizzazioni e tatticismi di sorta”.

 

 

 

 

 

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