Siracusa: il Ministro Costa detta le regole sulla tutela della salute in provincia

Roma. Le parole del ministro Sergio Costa sulla zona industriale di Siracusa vanno finalmente nella direzione giusta. Dopo decenni di politiche ambigue, una chiara presa di posizione. Il responsabile dell’Ambiente ha indicato come obiettivo il riscatto e la rinascita verde della zona industriale aretusea seguendo tre regole: difesa dell’ambiente, creazione di posti di lavoro, tutela della salute umana. Insomma, rilancio economico all’insegna della sostenibilità. Poche settimane addietro, proprio al Ministero dell’Ambiente, insieme al senatore Pino Pisani avevamo discusso con lo staff di Costa della situazione del quadrilatero industriale Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa. Contenti della presa di posizione pubblica del ministro”. Lo afferma il parlamentare del MoVimento 5 Stelle Paolo Ficara.

Il ministro ha inviato una lunga nota in risposta alle sollecitazioni degli oltre 170 mila firmatari della petizione online “Fermiamo l’inquinamento a Siracusa”, sulla piattaforma di change.org.

“È alta l’attenzione del ministero dell’Ambiente e del governo nazionale sul quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa. Gli effetti di un inquinamento ambientale che ha origini antiche e conseguenze ancora vivissime sulla popolazione e sul territorio sono tristemente noti, sia a chi vive in quelle zone e purtroppo ha spesso in famiglia un malato di tumore sia a chi come me, che me ne occupo da rappresentante dello Stato, ha a cuore le tante ferite non rimarginate dei numerosi Siti di interesse nazionale (Sin) d’Italia, da Porto Marghera a Taranto, da Crotone a Milazzo a Priolo, per ricordarne solo alcuni”, esordisce il responsabile dell’Ambiente. “E’ un problema complesso – scrive ancora – a cui non si possono dare risposte rapide in tempi brevi. Sarebbe disonesto dire il contrario. Ma provare a fare qualcosa si può, a partire dalla sburocratizzazione e semplificazione dei procedimenti legati alle bonifiche. Finora si sono tenute 1600 conferenze di servizi interlocutorie per i 41 siti di interesse nazionale. Noi vogliamo invertire la marcia perché è il momento di dare tempi precisi e di partire seriamente con le bonifiche, modificando le norme esistenti”, l’indicazione chiara di un primo step per avvicinarsi all’ambizioso obiettivo della rinascita “green”.

“Parole che vanno condivise e che non possono non trovare sponda nelle amministrazioni locali competenti, in primo luogo i Comuni. E’ giusto attendersi di più anche dalla Regione e dalle sue strutture come Arpa. Il ministro è con noi e traccia una linea importante, chi ha coraggio scelga adesso il futuro senza vecchi spauracchi”, l’invito di Paolo Ficara e Pino Pisani.

Sono parole segnanti quelle del ministro: “La Direzione competente del ministero dell’Ambiente sta seguendo con attenzione l’iter complesso della messa in sicurezza e bonifica delle varie aree del Sin di Priolo, dove è stata riscontrata contaminazione nei terreni, nei sedimenti marini, nelle acque superficiali, sotterranee e profonde. E anche le altre Direzioni interessate stanno seguendo quanto concerne di loro competenza, dalle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) per gli impianti industriali alla qualità dell’aria all’abbattimento delle emissioni. Il Catasto inquinanti, cui si fa riferimento nella vostra petizione, è aggiornato ogni anno dall’Ispra. Nel recente Piano regionale di tutela della qualità dell’aria ci sono prescrizioni severe per le Aia, in un’ottica di prevenzione e riduzione dei rischi sulla salute umana, e questo fa ben sperare, confidando in un rispetto rigoroso di quanto previsto. Alcuni giorni fa ho firmato un decreto ministeriale per l’adozione di Bat, ovvero le migliori tecnologie esistenti. In questo modo le emissioni saranno sensibilmente ridotte: si stima del 50%. In un’ottica più generale, ma che riguarda anche il vostro quadrilatero industriale, mi sto battendo affinché si dica gradualmente addio alle energie fossili a livello nazionale”, concludono Ficara e Pisani del Movimento 5 Stelle.

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