Siracusa riscopre Capodieci: quattro giorni tra storia, teatro e cultura
Siracusa riscopre Capodieci: quattro giorni tra storia, teatro e cultura
Dal 12 al 15 marzo incontri, scuole e spettacoli dedicati all’opera di Monsignor Giuseppe Maria Capodieci.
“Un festival che vuole omaggiare la figura di Monsignor Giuseppe Maria Capodieci che tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento ha realizzato una collezione di 54 volumi, vere e proprie testimonianze dirette della città di Siracusa dell’epoca”. Con queste parole don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, presenta il Festival Capodieci, Nello studio del Canonico – Gli antichi Monumenti di Siracusa.
Quattro giorni tra studi, teatro, scuole e natura dal 12 al 15 marzo a Siracusa: momenti destinati alle studio e all’approfondimento delle opere di Capodieci, incontri dedicati alle scuole, uno spettacolo teatrale.
Un appuntamento, che si articolerà nei locali della Biblioteca Alagoniana, all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio di via della Conciliazione e nel salone San Zosimo in piazza Minerva, promosso dalla Biblioteca Arcivescovile Alagoniana in collaborazione con l’associazione culturale “Opera”.
Il festival sarà presentato venerdì 6 marzo alle ore 9.45 nei locali della Biblioteca Alagoniana (ingresso da piazza Duomo 5) da don Helenio Schettini; da Carlo Passanisi dell’associazione culturale “Opera” da Giovanna Strano, dirigente dell’Istituto di Istruzione superiore secondaria “A. Gagini” da Virginia Zaccaria di Confcommercio Siracusa e dal dirigente Giacomo Cascio per il Comune di Siracusa.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione una figura fondamentale per la memoria storica della città, spesso poco conosciuta dal grande pubblico ma di straordinaria importanza per gli studiosi e per chi si occupa di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
I volumi realizzati da Capodieci rappresentano infatti una delle più importanti raccolte di documentazione sugli antichi monumenti di Siracusa, descritti con attenzione e rigore in un periodo in cui molti siti erano ancora integri o comunque in condizioni diverse rispetto a quelle odierne.
Il festival intende quindi offrire un’occasione di studio e di confronto tra studiosi, ricercatori e appassionati di storia locale, ma anche coinvolgere la cittadinanza in un percorso di riscoperta delle radici culturali della città. Non solo conferenze e incontri accademici, dunque, ma anche momenti pensati per un pubblico più ampio, con attività che intrecciano ricerca, divulgazione e linguaggi artistici.
Particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento delle scuole, con iniziative rivolte agli studenti degli istituti superiori del territorio. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla storia della città e al valore delle fonti storiche, mostrando come il lavoro di studiosi come Capodieci possa ancora oggi rappresentare una chiave preziosa per comprendere l’evoluzione urbana e culturale di Siracusa.
Accanto agli incontri di studio, il programma prevede anche uno spettacolo teatrale ispirato alla figura del canonico e al suo lavoro di ricerca, pensato per raccontare in modo coinvolgente il contesto storico e culturale in cui visse. Un modo per rendere accessibile al pubblico un patrimonio di conoscenze che spesso resta confinato negli ambienti accademici.
Il Festival Capodieci si propone così come un momento di riflessione collettiva sulla storia della città e sull’importanza della memoria documentaria, ma anche come un’occasione per rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali, scuole, associazioni e realtà del territorio. Un percorso che guarda al passato, ma con l’obiettivo di costruire nuove occasioni di conoscenza e partecipazione per la comunità.

