Noto, la libido ed il desiderio nel rapporto corpo mente: comincia giovedì a Noto il convegno internazionale

Noto (12/10/2016) – Comincia giovedì, a Noto, nell’aula magna del seminario vescovile, il convegno internazionale di bioetica su “pensare il corpo, abitare il corpo”, organizzato dalla Diocesi di Noto. i lavori si concludono sabato e vedranno la partecipazione delle scuole netine. Vi parteciperà anche il professor Giorgio calabrese, nutrizionista, il quale interverrà venerdì, dalle  9,40 alle 10,40.

La libido e il desiderio, due forze ancestrali, due molle formidabili che condizionano il nostro agire, le nostre scelte, le nostre contraddizioni, il nostro abitare il corpo. La vita stessa si lega a queste due forze a volte irrefrenabili. Nelle regioni oscure della nostra psiche nascono i desideri, le pulsioni libidiche a volte incontenibili, convulse, intimamente connesse al corpo, ai suoi bioritmi, alle sue esigenze. Conoscerle è un’impresa difficile, la ragione fatica a spiegarle, a tenerle a bada. La filosofia del dubbio con Freud ha indagato l’inconscio dove tutto ribolle, una zona ombratile che genera quei disagi che condizionano la nostra vita. Freud focalizza nel desiderio del cibo la prima manifestazione libidica. Appena nati cerchiamo il seno materno per soddisfare un bisogno primario, la fame. L’intreccio tra corpo e desiderio costituisce una sfida a tutte quelle forme di dualismo che hanno ridotto il corpo a macchina e lo spirito all’autocoscienza. La Sacra Scrittura disegna un’antropologia diversa: la via della salvezza non riguarda solo l’anima, riguarda anche il corpo che abitiamo e le sue pulsioni. Il Convegno di Bioetica organizzato dalla nostra Diocesi a Noto dal 13 al 15 Ottobre 2016, pone un interrogativo di stringente attualità: “Nutrirsi: per il corpo o per lo spirito?”La domanda ci porta davanti ad un bivio ma vuole essere una provocazione per rivedere quel dualismo che nei secoli si è infiltrato nella morale cattolica producendo non pochi problemi.
Il desiderio del cibo e il piacere che ne deriva sono al crocevia di problemi sociali, economici, sanitari, morali e, non ultimi, legati alla spesa destinata allo Stato sociale. Le multinazionali che amministrano l’alimentazione di miliardi di persone dosano i loro prodotti miscelando zuccheri, grassi, spezie che assunti al limite della dipendenza generano forme di assuefazione, incidono sul metabolismo, generano malattie cardiovascolari, aumentano la spesa sanitaria … Resistere al canto delle sirene che solleticano il desiderio e la libido legate al cibo, diventa quasi impossibile. La logica del guadagno non conosce confini etici: le multinazionali provvedono anche ai percorsi intensivi per combattere il sovrappeso e l’obesità mentre le case farmaceutiche vendono i loro prodotti per curare gli effetti di quell’alimentazione incontrollata che ha prodotto tanti disastri. Se poi la fragilità umana porta a quei disturbi come l’anoressia o la bulimia, il sistema provvede alle cure.
Il Convegno sicuramente ci aiuterà a ripensare la bioetica calata nel nostro quotidiano, nelle nostre abitudini e non solo: ci aiuterà certamente a riconsiderare il rapporto corpo spirito attraverso il desidero di felicità, di benessere e, perché no, di salvezza che alberga in ogni uomo.
Salvatore Vaccarella

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