NOTO, “LA BELLEZZA E L’INTELLIGENZA DEL MONDO VEGETALE” AL CENTRO DI UNA GIORNATA , DOMANI, MERCOLEDI’ 27, AL CUMO

Si terrà domani, mercoledì 27 maggio, al Cumo ( dalle ore 9 alle ore 20,30) la “Giornata del fascino delle piante”,  manifestazione promossa dalla European Plant Science Organization, che ha l’obiettivo di trasmettere l’importanza che le piante rivestono per le attività dell’uomo. Noto, grazie al CUMO, al Comune di Noto e ad Epso celebrerà questa giornata con l’iniziativa “La bellezza e l’intelligenza del mondo vegetale” che parte dalle piante ma arriva ad un progetto più ampio che riguarda l’orto Occhipinti. Uno spazio verde nel retro del Cumo, un tempo ricco di piante e che si intende recuperare per renderlo luogo permanente di cultura scientifica, ambientale e paesaggistica. La giornata consentirà ai ragazzi delle scuole di avvicinarsi con curiosità al mondo delle piante (grazie ad i laboratori che si terranno nell’arco dell’intera mattinata) e a tutti gli altri di scoprire il loro fascino e l’importanza di una conoscenza attenta di ciò che l’uomo può ricavare dalla loro vita, con l’aiuto di esperti e ricercatori dell’argomento. Le relazioni occuperanno la seconda parte della giornata dopo il saluto delle autorità con cui si toccherà subito l’argomento “orto occhipinti”, che ha stimolato gli organizzatori a soffermarsi su un discorso più ampio ma sempre in grado di circoscrivere il campo d’azione futuro, che dovrà essere, appunto, l’ampia area a verde dalla storia travagliata. “L’orto risale ai primi decenni del 1800- precisa il già vice Sindaco ed Assessore della Giunta Bonfanti Pino Genovesi- e fu creato dal farmacista Occhipinti che lo estrapolò dal Convento di Santa Maria di Gesù, lasciatolo agli eredi con precise clausole ( i proventi dell’orto dovevano essere destinati ai poveri e qualora non fosse stato rispettato questo desiderio doveva tornare alle autorità competenti), in realtà andò in rovina e pertanto, secondo quanto scritto, tornò alla Soprintendenza”. Tanti sono gli episodi anche storici legati a questo luogo. “Durante i moti rivoluzionari – prosegue Genovesi- proprio lì si svolgevano le riunioni sotto la guida di Matteo Raeli”. Calò il silenzio su questo orto e, come capita spesso, fu acquisito da privati che solo nel 1972, giorni nostri, lo vendettero alla Cassa per il Mezzogiorno che voleva costruire una grande biblioteca, anche questo progetto sfumò sino a quando, proprio con l’Amministrazione Bonfanti, ed in particolare con Pino Genovesi, si tentò di capire di chi fosse quest’area. “Finita la gestione della Cassa per il Mezzogiorno mi rivolsi al Ministero delle Attività produttive chea sua volta mi indirizzò alla Regione Siciliana, poichè i vari Ministeri in cui era confluiti gli ex beni della Cassa, li avevano destinati alle Regioni di competenza. Nuova missione, stavolta direzione Palermo, e trovammo pure la legge siciliana che stabiliva per tali proprietà il trasferimento al Comune di competenza, e dunque, dopo due secoli Noto se ne è riappropriato – e conclude-. La mia speranza adesso è che si possa intrapendere una strada nuova nel segno del recupero e della valorizzazione dei nostri siti e beni”. Si parlerà anche di questo domani al Cumo, all’interno della giornata improntata sulla scientificità e l’approfondimento del mondo vegetale.

Emanuela Volcan

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