Noto: Il CPI rischia di chiudere a causa della riduzione della spesa pubblica

Rischia di chiudere il Centro per l’Impiego di Noto che gestisce anche le pratiche dei Comuni di Avola, Pachino, Rosolini e Portopalo.

La scadenza ultima per tentare di salvare un importante sportello della zona sud della provincia di Siracusa è il 4 marzo prossimo. Entro tale data occorre trovare una soluzione per salvare il CPI. Il Comune si sarebbe dovuto impegnare già da tempo, viste le ristrettezze economiche e la necessità di tagliare la spesa pubblica, ad individuare altri locali di proprietà dell’Ente dove allocare il Centro.

Sulla questione è intervenuto Salvo Veneziano coordinatore di “Noto Nostra” il quale ha dichiarato: “La nostra città rischia di perdere pezzi. Pur essendo condivisibile e, anzi, auspicabile, la riduzione della spesa pubblica, ciò non può consistere in un taglio ai servizi resi ai cittadini, bensì deve essere orientato all’eliminazione delle spese improduttive e parassitarie e alla riqualificazione di quelle inefficienti; gli accorpamenti al centro spesso si stanno rivelando fonte di ulteriori costi, in quanto in molti casi, le sedi provinciali non hanno locali sufficienti ad accogliere gli uffici che vi vengono concentrati, con la conseguenza che occorre assumere in locazione nuovi immobili”.

Il Centro per l’Impiego, oltre a gestire le pratiche di “disposizione al lavoro”, primo impiego, disoccupazione, si è occupata anche di raccogliere e catalogare tutte le iscrizioni dei giovani ai percorsi formativi e di orientamento al lavoro per 5 comuni della zona sud di Siracusa relativamente al progetto “Garanzia Giovani. Un bacino di utenza ed una attività quindi importante per il CPI che necessariamente deve trovare collocazione il altro posto.

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