“Non con il mio voto”: rottura nel Circolo PD di Avola
“Non con il mio voto”: rottura nel Circolo PD di Avola
Avola – Scelta imposta, confronto negato, futuro tradito. È questo il giudizio netto e pubblico espresso da Paolo Randazzo che ha deciso di prendere le distanze dal circolo cittadino.
Paolo Randazzo si sfoga sui social. Ecco il contenuto testuale:
Visto che non si è presa in considerazione la richiesta di posticipare l’elezione del segretario di Circolo e di farla precedere, dopo la tardiva fine del mandato del segretario precedente, da una normale, necessaria e seria fase di discussione per individuare un giovane segretario o – ancora meglio – una segretaria che potesse rappresentare con più freschezza ed efficacia la voce del Pd nel 2025, io credo che sia doveroso per me prendere pubblicamente le distanze dal circolo del Pd di Avola. Penso che Nino Amato, come gli ho detto di persona, non sia un politico adatto a guidare il Pd di Elly Schlein nella nostra città e a costruire una realtà di opposizione politica e sociale (non solo amministrativa) alla destra dei Cannata. Lo penso, gliel’ho detto di persona e ho il dovere di dirlo ad alta voce. Anche quando la sua fosse una candidatura legittima per regolamento, non è adatta, è divisiva, ripercorre esperienze che già si sono viste ed è assolutamente sbagliato il modo con cui è stata pensata, costruita e imposta. Doveva essere discussa nei modi, nei tempi e nelle sedi opportune e non usata – usata – per tener fede ad asfittici accordi elettorali o congressuali stretti in segreto. Fatta così è una elezione senza alcuna legittimità politica. La storia della sinistra democratica ad Avola non meritava questa cosa e spero che a Siracusa, ad esempio tra i dirigenti regionali e nazionali o nella Segreteria di Federazione, si assumano responsabilità doverose e adulte. Anche per rispetto di Amato. Faccio presente che avendo io diverse volte chiesto a compagni, amici e dirigenti locali, provinciali, regionali e nazionali se era in discussione la candidatura di Amato, tutti – veramente tutti – hanno negato, non (ripeto: non) avendo nessuno – nessuno – la serietà di dire ad alta voce e pubblicamente che a suo parere si tratta di una personalità adatta a fare il segretario ad Avola. Io faccio un passo indietro, spero per il bene della città e del Pd di sbagliarmi, ma nessuno deve pensare che io abbia condiviso questa elezione e che Amato sia stato eletto all’unanimità. Mi dispiace. Nessuna unanimità, perché io e diversi altri compagni e amici (tutte persone per bene e lucide), la pensiamo in modo radicalmente diverso. E abbiamo chiesto e preteso cose dovute: ascolto, possibilità di confronto democratico nel partito e rispetto. Tutto questo ci è stato negato scorrettamente. Se poi qualcuno – come qualche tempo fa è stato proposto – mi volesse deferire ai probiviri o espellere dal Partito, per aver detto ad alta voce e in italiano corrente ciò che sto dicendo anche adesso, sarei persino contento di affrontare la discussione.

