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​“Morto” per il Comune, ma vivo per il Fisco: l’assurda odissea burocratica del giornalista Nello La Fata

​“Morto” per il Comune, ma vivo per il Fisco: l’assurda odissea burocratica del giornalista Nello La Fata

​Ricevere una cartella esattoriale non è mai piacevole, ma riceverla indirizzata ai propri “eredi” mentre si è ancora in vita rasenta il surreale. È quanto accaduto venerdì 23 gennaio al giornalista Sebastiano (detto Nello) La Fata, protagonista di una vicenda che sembra uscita da una commedia di Pirandello, se non fosse per la gravità del disservizio amministrativo.

​Il fatto

Il postino suona alla porta per consegnare una raccomandata del Comune di Carlentini. La Fata firma regolarmente la ricevuta, ma un istante dopo l’occhio cade sul destinatario: “Eredi di Sebastiano La Fata”. Per gli uffici tributari del Comune, dunque, il giornalista sarebbe passato a miglior vita, rendendo i suoi successori debitori della TARI relativa all’anno 2020. Oltre il danno, la beffa

Non è solo lo “status” di defunto a colpire. Esaminando i documenti, La Fata ha scoperto che l’importo richiesto per il 2020 era già stato regolarizzato attraverso un piano rateale concordato con l’Ufficio Tributi nel corso del 2025. Una richiesta, dunque, non solo indirizzata a un “morto”, ma relativa a un debito già saldato o in corso di pagamento.

​“Morto” per il Comune, ma vivo per il Fisco: l’assurda odissea burocratica del giornalista Nello La Fata

​Un interrogativo per la cittadinanza
Il “morto-vivo” La Fata, superato lo sconcerto iniziale, pone una questione di ordine pubblico e trasparenza:
​”Quanti cittadini rischiano di trovarsi in questa situazione? Non parlo solo del paradosso di essere dichiarati defunti dall’anagrafe tributaria, ma del rischio di essere etichettati come morosi pur avendo pagato. Quanta povera gente, magari sprovvista della ricevuta di pagamento dopo anni, si vede costretta a pagare due volte a causa di database comunali non io aggiornati o mal gestiti?”

​Il giornalista annuncia l’intenzione di chiarire la vicenda nelle sedi opportune, chiedendo al Comune di Carlentini non solo di “rettificare la sua esistenza in vita”, ma di verificare l’efficienza dei sistemi di riscossione.

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