Crisi politica a Rosolini: l’opposizione attacca l’Amministrazione Spadola sulla gestione delle dimissioni degli assessori
Crisi politica a Rosolini: l’opposizione attacca l’Amministrazione Spadola sulla gestione delle dimissioni degli assessori. A Rosolini si accende lo scontro politico dopo le dimissioni degli assessori Rosy Gradante e Carmelo Floriddia. I consiglieri comunali di opposizione — Concetto Di Rosolini, Maria Concetta Iemmolo, Rosario Cavallo, Rosina Collemi, Enzo Giurato, Giuseppe Guastella, Carmelo Modica e Davide Soli — intervengono con una nota congiunta nella quale criticano duramente l’operato dell’Amministrazione guidata dal sindaco Spadola e il comportamento delle istituzioni comunali negli ultimi giorni.
Secondo i consiglieri, le dimissioni degli assessori sarebbero state motivate con un presunto “senso di responsabilità”, una giustificazione che l’opposizione contesta apertamente. I firmatari del documento si chiedono infatti “dov’è la responsabilità nel dimettersi a una sola settimana da un Consiglio comunale importante e determinante”.
Crisi politica a Rosolini: l’opposizione attacca l’Amministrazione Spadola sulla gestione delle dimissioni degli assessori
Per l’opposizione, se il senso di responsabilità fosse stato reale, gli assessori avrebbero dovuto rinviare di qualche giorno la formalizzazione delle dimissioni per presentarsi comunque in aula il prossimo 20 marzo e rispondere alle interrogazioni e alle interpellanze dei consiglieri. Invece, sostengono, si sarebbe assistito all’ennesima fuga dal confronto democratico, lasciando la gestione delle questioni aperte ai nuovi assessori che potranno legittimamente dichiarare di essere appena entrati in carica e di dover ancora visionare i documenti.
Nel comunicato i consiglieri rivolgono comunque un augurio di buon lavoro ai neo assessori Azzaro ed Errante, auspicando che possano operare nell’interesse della città e dei cittadini.
Particolarmente critiche sono anche le parole rivolte al sindaco Spadola. L’opposizione contesta le dichiarazioni del primo cittadino, che avrebbe rivendicato la capacità di aver individuato i nuovi componenti della Giunta in meno di 24 ore. Secondo i consiglieri, i nomi dei nuovi assessori circolavano negli ambienti politici già da diversi giorni, elemento che farebbe pensare a una scelta già programmata e non a una decisione presa in tempi così rapidi.
Nel mirino dei consiglieri di opposizione finisce anche il presidente del Consiglio comunale, Corrado Sortino. I firmatari della nota parlano di una gestione non imparziale del ruolo e contestano in particolare le modalità di convocazione del prossimo Consiglio comunale. Dopo diverse richieste dell’opposizione, tra cui una PEC inviata il 5 marzo, il Consiglio è stato convocato ma con una data diversa da quella concordata durante la conferenza dei capigruppo dell’11 marzo.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, durante quella riunione sarebbe stata decisa all’unanimità la data del 19 marzo, mentre la convocazione ufficiale è poi arrivata per il 20 marzo, scelta che l’opposizione definisce un cambio unilaterale che mette in discussione il rispetto degli accordi istituzionali.
Il comunicato si conclude con una critica generale all’operato dell’Amministrazione comunale, accusata di vivere di contraddizioni e di mancare di rispetto non solo ai consiglieri di opposizione ma all’intera città di Rosolini, che — secondo i firmatari — merita maggiore serietà, competenza e responsabilità nella gestione della cosa pubblica.

