Legalità in piazza a Carlentini contro le intimidazioni
Legalità in piazza a Carlentini contro le intimidazioni
Per la Legalità Carlentini in piazza domenica mattina
Carlentini in piazza contro le intimidazioni: la legalità non arretra
“Legalità e sicurezza: una sfida comune”.
Questa la parola d’ordine della manifestazione che si terrà a Carlentini domenica 25 gennaio a partire dalle 10 presso il complesso Vincenzina Spina. Una serie di episodi intimidatori con preoccupante frequenza si sono verificati nella provincia siracusana nelle ultime settimane, segno di una recrudescenza delle organizzazioni malavitose nel territorio.
A partire dal grave atto intimidatorio nei confronti del sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, che si è visto recapitare una busta contenente un bossolo ed un esplicito messaggio anonimo minaccioso verso la sua famiglia.
Proprio la città di Carlentini è stata scelta come sede della manifestazione, a sostegno del sindaco PD. Parteciperanno componenti della segreteria regionale del Partito Democratico e saranno coinvolti anche esponenti della dirigenza nazionale. Saranno presenti tra gli altri l’On Peppe Provenzano, il Sen. Antonio Nicita, l’On. Anthony Barbagallo e l’On. Valentina Chinnici.
Importante dare un segnale forte che sul fronte della legalità e dell’interesse comune non si arretri di fronte alle minacce di stampo mafioso di quanti vorrebbero continuare a tenere soggiogata ai loro interessi questa terra. Come sopra ricordato l’intimidazione al sindaco di Carlentini è stata accompagnata da altri gravi episodi verificatisi a Siracusa.
A tal proposito ricordiamo che si svolgerà venerdì 23 nel capoluogo, in piazza Euripide,
una manifestazione indetta da varie realtà associative “Siracusa non si piega”. Una manifestazione che vedrà la partecipazione anche di iscritti e militanti del PD.
La mobilitazione di Siracusa e quella di Carlentini rappresentano due momenti distinti ma profondamente legati da un filo comune: la volontà di reagire, insieme, a un clima che tenta di normalizzare la paura e l’intimidazione come strumenti di pressione sociale e politica. In un territorio che ha pagato un prezzo altissimo alla criminalità organizzata, non è accettabile abbassare la guardia o considerare questi episodi come fatti marginali.
Le intimidazioni rivolte agli amministratori locali, come nel caso del sindaco di Carlentini, colpiscono il cuore stesso delle istituzioni democratiche. Sono attacchi che mirano a isolare chi governa, a scoraggiare l’impegno pubblico e a trasmettere l’idea che l’arroganza criminale possa ancora dettare legge. A questo disegno occorre rispondere con fermezza, unità e partecipazione.
Essere in piazza significa ribadire che lo Stato non è un’entità astratta, ma vive attraverso le persone che lo rappresentano e i cittadini che lo sostengono. Significa affermare che legalità e sicurezza non sono slogan, ma diritti fondamentali che vanno difesi ogni giorno, soprattutto quando vengono messi in discussione da chi tenta di imporre il proprio potere attraverso la violenza e la minaccia.
La risposta non può essere solo repressiva, ma deve essere anche culturale e sociale. Occorre rafforzare i presìdi democratici, sostenere chi amministra con onestà, promuovere una cittadinanza attiva e consapevole, capace di riconoscere e respingere ogni forma di collusione e silenzio complice. La partecipazione alle manifestazioni è un primo passo, necessario e visibile, di questo percorso.
Carlentini e Siracusa lanciano un messaggio che va oltre i confini locali: nessuna comunità è sola quando sceglie di stare dalla parte della legalità. Solo insieme è possibile contrastare chi vorrebbe riportare indietro le lancette della democrazia e continuare a condizionare il futuro di questa bellissima terra.
È in momenti come questi che una comunità è chiamata a scegliere da che parte stare. Non bastano le parole, servono gesti concreti, assunzione di responsabilità, presenza costante nei luoghi della vita pubblica. Ogni cittadino che partecipa, ogni associazione che si espone, ogni amministratore che non arretra contribuisce a rafforzare un argine civile contro l’arroganza criminale e a riaffermare il valore della convivenza democratica.
La Sicilia migliore esiste, resiste e non arretra.

