Iraci nuovo commissario dell’Asp: incognite su Madonia e nuovi assetti politici
di Sebi Roccaro
La nomina di Gioacchino Iraci alla guida dell’Asp di Siracusa segna un cambio di rotta tanto inatteso quanto significativo negli equilibri interni della sanità provinciale. Una scelta maturata in un clima politico in rapido movimento, che sembra riflettere nuovi rapporti di forza più che una semplice rotazione amministrativa.
Una nomina “a sorpresa”
Fino a poche settimane fa, pochi osservatori avrebbero scommesso su un avvicendamento così repentino. In particolare, sorprende l’estromissione di Ornella Monasteri, direttrice amministrativa uscente, considerata una figura stabile all’interno dell’assetto gestionale. La sua uscita improvvisa lascia intendere che dietro la nomina di Iraci vi sia una precisa volontà di ridefinire gli equilibri interni.
Secondo una lettura politica, avrebbe prevalso l’area moderata riconducibile all’on. Riccardo Gennuso, segno di un riequilibrio che va oltre i confini strettamente sanitari.
Il ruolo di Salvatore Madonia
Resta ora da chiarire la posizione di Salvatore Madonia, attuale direttore sanitario e figura chiave negli assetti dell’Asp. Considerato vicino all’on. Giuseppe Carta, Madonia è stato tra i firmatari della nota che prometteva il ritorno del reparto di ortopedia all’ospedale Trigona di Noto.
La domanda che circola negli ambienti politici e sanitari è duplice: riuscirà a mantenere quell’impegno? Resterà al suo posto nel nuovo corso targato Iraci?
La sua permanenza potrebbe rappresentare un segnale di continuità, mentre un eventuale avvicendamento confermerebbe una volontà di discontinuità netta.
Gli equilibri regionali e il “fattore Schifani”
La nomina si inserisce in un contesto regionale in fermento, dove il presidente Renato Schifani sembra aver impresso un’accelerazione improvvisa ai processi decisionali, rimescolando le carte.
Parallelamente, si fanno già i primi nomi per i futuri vertici della sanità regionale. Tra i più accreditati emerge quello di Mario La Rocca, ex commissario del Libero Consorzio di Siracusa e figura vicina a Fratelli d’Italia. Una candidatura che, se confermata, rafforzerebbe ulteriormente il peso politico del centrodestra nella gestione sanitaria.
Una partita ancora aperta
Il nome di Iraci circolava da settimane, già prima delle vicende legate a Iacolino, segno che la sua nomina non è frutto di un’improvvisazione ma di un percorso già avviato.
Tuttavia, la partita è tutt’altro che chiusa. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il nuovo manager consoliderà o rivoluzionerà la squadra esistente e quale sarà il destino dei dirigenti attuali? Quale direzione prenderà la sanità siracusana tra esigenze territoriali e pressioni politiche?
In un contesto dove amministrazione e politica spesso si intrecciano, la nomina di Gioacchino Iraci rappresenta solo il primo atto di una ridefinizione più ampio degli equilibri di potere? Facciamo riferimento all’ assessore regionale di prossima designazione che avrebbe già un nome e un cognome e su cui Fratelli d’Italia non lascerà spazio agli alleati.

