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Avola, il Comune cambia rotta sulle bollette dell’acqua? La denuncia di Manuela D’Agata sul caso

Avola, il Comune cambia rotta sulle bollette dell’acqua? La denuncia social di Manuela D’Agata sul caso (clicca qui)

Bollette dell’acqua. Nuove lettere ai cittadini dopo le controdeduzioni degli avvocati indirizzate al Comune. Al centro della polemica l’installazione dei contatori e il possibile ricalcolo dei consumi degli ultimi dieci anni

Chi ha vinto in tribunale rischia di ritrovarsi nuovamente alle prese con il Comune? È la domanda che torna a scuotere il dibattito cittadino ad Avola dopo l’ultima denuncia pubblica di Manuela D’Agata, che in un video diffuso sui social racconta quello che definisce un inatteso cambio di atteggiamento dell’amministrazione comunale sul controverso tema delle bollette dell’acqua.

Secondo quanto riferito dalla D’Agata nel video un cittadino a cui era stata inviata una lettera di diffida per allaccio abusivo dell’acqua e possibile distacco della fornitura di acqua, sol perché lo stesso cittadino attraverso il legale di fiducia avrebbe fatto pervenire le controdeduzioni al Comune di Avola alle minacce di distacco dell’allaccio idrico, si è visto recapitare una successiva lettera in cui il Comune non solo ammette che il cittadino non è abusivo ma che ha un regolare contratto e che ha sempre pagato ma, addirittura, lo stesso Comune manifesterebbe la volontà di installare il contatore. Tutto normale? 

Il fatto però che lo stesso contatore, secondo il racconto della D’Agata, sarebbe servito al cittadino anche a rilevare i consumi attuali per ricavare una media da applicare agli ultimi dieci anni.

Sempre secondo la D’Agata tutto ciò sembrerebbe come una applicazione di legge retroattiva che andrebbe contro tutti i cittadini avolesi, “noi non ci stiamo, –afferma – il contatore si, ma il contatore per il futuro” .

Dopo anni di contestazioni e richieste di pagamento basate su consumi forfettari, sono tanti i cittadini che hanno deciso di rivolgersi al Giudice di Pace ottenendo diverse sentenze favorevoli. In uno dei casi citati da Manuela D’Agata, un ultima sentenza del giudice di pace avrebbe riconosciuto al ricorrente il rimborso del 50% delle somme versate, ritenendo illegittima parte delle richieste avanzate dal Comune, oltre alla condanna dell’ente al pagamento delle spese legali.

Un passaggio che apre scenari destinati a far discutere.

La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se un giudice ha già riconosciuto l’illegittimità del sistema di calcolo forfettario e disposto un risarcimento, è possibile tornare oggi a quantificare retroattivamente i consumi utilizzando dati raccolti solo adesso?

È proprio su questo punto che si concentra l’affondo di Manuela D’Agata, che parla di “un amministrazione pubblica”, riferita all’amministrazione di Rossana Cannata, che anziché ammettere un errore, attacca.

“Il cittadino dopo aver dovuto pagare per 10 anni illegalmente la bolletta a forfait, adesso dovrebbe pagare nuovamente illegalmente attraverso una legge che verrebbe applicata retroattivamente?” Continua Manuela D’Agata!

La questione assume un peso ancora maggiore perché potrebbe non riguardare un singolo caso? Negli ultimi anni il tema delle bollette idriche ad Avola ha coinvolto numerose famiglie, dando vita a ricorsi, contestazioni e procedimenti giudiziari che hanno acceso il confronto tra cittadini e amministrazione.

Adesso l’attenzione si concentra sulle mosse del Comune e sulle spiegazioni che l’ente vorrà fornire rispetto a quanto affermato dalla stessa Manuela D’Agata.

Una vicenda che, lungi dall’essere conclusa, sembra destinata a riservare ancora sviluppi.