I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci

I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci

Ieri pomeriggio i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa e i familiari dell’Eroe,

hanno commemorato la ricorrenza del 32esimo anniversario della tragica scomparsa del Carabiniere Carmelo Ganci,

con la celebrazione della messa presso la chiesa del locale Cimitero e la deposizione

I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci
I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci

di un cuscino floreale sulla tomba del militare con la resa degli onori da parte di un Picchetto della Compagnia Carabinieri di Siracusa,

nel segno dell’indissolubile legame tra l’Arma ed i suoi Eroi e della continuità tra passato e presente nella gelosa custodia dei valori della memoria.

Carmelo Ganci era nato a Siracusa il 30 luglio del 1964, appena 18enne si arruolò nell’Arma dei Carabinieri e ha ammesso

a frequentare il corso d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (CA).

I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci

Al termine del ciclo formativo fu destinato in provincia di Napoli, presso la Stazione Carabinieri di Massa Lubrense, vicino Sorrento.

In seguito hanno trasferito in provincia di Caserta, presso la Stazione Carabinieri di Castel Morrone, ove prestò servizio per circa una decina di giorni prima di quel tragico 4 dicembre 1987,

I carabinieri ricordano il sacrificio del collega Carmelo Ganci

data in cui compì l’atto di valore per il quale venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

“A diporto in abito civile unitamente a pari grado, appreso che poco prima quattro malviventi armati avevano perpetrato rapina ai danni degli avventori di un esercizio pubblico

dandosi poi alla fuga a bordo di autovettura di grossa cilindrata,

con altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, si poneva alla loro ricerca con la propria autovettura.

Intercettati i fuggitivi ed ingaggiato con essi conflitto a fuoco,

nel corso di prolungato inseguimento ad elevata velocità fuoriusciva con l’auto dalla sede stradale finendo nella sottostante scarpata,

ove, ferito ed impossibilitato a difendersi, veniva vilmente ucciso dai criminali con numerosi colpi d’arma da fuoco.

Luminoso esempio di elette virtù militari,

ammirevole abnegazione e dedizione al servizio spinto fino all’estremo sacrificio”. Castel Morrone (Caserta) il 04 dicembre 1987.

Un destino beffardo accomunò in quel maledetto giorno il giovane Carabiniere Ganci ed il collega Pignatelli che, liberi dal servizio,

a bordo di una Fiat Ritmo si lanciarono immediatamente all’inseguimento della Saab 9000

di una banda responsabile di una rapina consumata pochi minuti prima nel centro abitato campano.

Per un’incredibile coincidenza, dopo un lungo inseguimento e pur non avendo percorso la stessa strada,

i due Carabinieri intercettarono l’auto incriminata tra Castel Morrone e Piana di Monte Verna.

I rapinatori, dopo una curva ed approfittando dell’oscurità, svoltarono in aperta campagna, e, spegnendo i fari, attesero il passaggio di Ganci e Pignatelli.

I due militari, raggiunti, affiancati e mandati fuori strada, diventarono bersaglio facile dello spietato commando che, imbracciando un fucile si accanì con inaudita violenza contro di loro.

I due militari rimasero feriti,

pertanto, impossibilitati a muoversi e a difendersi;

una condizione di debolezza che, secondo la sentenza che anni dopo condannerà all’ergastolo i tre autori, non sfuggì ai rapinatori.

Inoltre i tre, da quanto emerso dall’inchiesta, scesero dalla loro Saab e,

a sangue freddo, fecero di nuovo fuoco per essere sicuri di aver ucciso i militari tant’è che a terra furono ritrovati oltre 60 colpi esplosi.

 

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