Ex Province siciliane, un po’ di respiro finanziario ma niente enfasi: è tutto da decidere ancora sulla reale rinascita. – E Vinciullo non fa sconti sull’accordo.

Un accordo fra il governo regionale e quello centrale sulle somme svincolate da destinare alla Sicilia per dare “una sistemata” alle ex Province in crisi finanziaria. Una boccata d’ossigeno finanziaria in un momento in cui rimane la maretta all’interno del governo Conte fra Lega e 5 stelle proprio sulle Province. Abolirle o mantenerle ? Pensate un po’, lo stesso dilemma su cui si discute da decenni e sul quale sono andati a sbattere prima il Cdu di Casini e poi il Pd di Renzi, Delrio e Gentiloni (con la fantasmagorica soluzione di Crocetta in Sicilia: cambiare nome e farle distruggere per sei anni da commissari straordinari sempre provvisori). Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti: chilometri di strade in abbandono e pericolose coi turisti sbigottiti per tanta trascuratezza, le scuole superiori a rischio crolli, i servizi per l’integrazione scolastica degli alunni disabili inesistenti, e tante opere e immobili pubblici in disuso. Perdite incalcolabili che hanno lasciato allibiti e in serie difficoltà economiche i dipendenti degli enti, sbalorditi da tanta approssimazione e da tanto sfascio. Come se ne esce ? Intanto sopravvivendo alla ben meglio ma senza programmazione, con le risorse che arrivano col contagocce e con tante scelte scellerate nella gestione dei beni di proprietà delle ex Province. Si potrebbero fare elenchi lunghi sul loro attuale stato e assegnazione ma atteniamoci solo agli ultimi annunci relativi all’accordo arrivato da Roma sulle “nuove” risorse finanziarie assegnate per gli enti di aria vasta. C’è chi ha esultato come Musumeci e Armao con l’eco dei grillini siciliani piazzati in Parlamento e c’è chi ha censurato la manovra ritenendola una presa per i fondelli. 100 milioni accordati da risorse già destinate alla Sicilia per investimenti e ora liberati anche per la spesa corrente, cifra di tanto inferiore al solo ristoro dei 280 milioni spariti dall’isola col prelievo forzoso perpetrato ai danni delle sole ex Province siciliane. In Forza Italia posizioni discordanti fra chi è vicino al governo regionale e chi siede all’opposizione del governo centrale in Parlamento come la Prestigiacomo che ha segnalato le incongruenze dell’accordo.

Oggi è ancora l’ex deputato Enzo Vinciullo che definisce …i soldi per le Province come i carri armati di Mussolini ! Questo il suo commento sull’accordo sbandierato. “Apprendiamo che vi sarebbe stato un accordo fra il Governo regionale e il Governo nazionale per destinare 140 milioni di euro alle 9 province siciliane. Leggendo i vari commenti di soddisfazione che sono stati diramati viene solo da piangere! E devo riconoscere che solo l’On. Stefania Prestigiacomo è riuscita a comprendere come questo accordo è semplicemente scandaloso in quanto alla Sicilia non è stato assegnato un euro in più rispetto quanto destinato negli anni passati.In pratica, si prendono 140 milioni di euro già assegnati alla Sicilia e in particolare nel Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, approvato nella scorsa Legislatura, e queste stesse somme vengono destinate per finanziare la spesa corrente.Quindi, niente strade, niente scuole e niente messa in sicurezza delle infrastrutture siciliane, pertanto, sia chiaro, non fondi nuovi ma risorse già destinate alla Regione Siciliana, ripeto, nella scorsa Legislatura, tant’è vero che nel documento che è stato siglato fra i rappresentanti dei due Governi si dichiara quanto segue: “la medesima Regione propone conseguentemente al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che ha già approvato nel luglio del 2017 la Programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, la nuova programmazione, sia chiaro, nei limiti delle disponibilità che sono residue”. Poi, ha continuato Vinciullo, è veramente al limite della provocazione l’altra tesi, quella secondo la quale vengono concessi altri 10 milioni di euro a titolo di riduzione del contributo alla finanza pubblica. Ma 10 milioni di euro, ad esempio, è appena la metà di quello che è stato chiesto per un solo anno alla ex Provincia di Siracusa. Di conseguenza, basterebbe verificare lo stato del dissesto economico delle varie ex Province per giungere alla conclusione che i 140 milioni sottratti alle infrastrutture non bastano nemmeno a coprire la metà dei mutui contratti dalla ex Provincia di Siracusa. Pertanto, fanno bene coloro i quali parlano di briciole destinate alla Regione Siciliana, di risorse assolutamente insufficienti per risolvere la drammatica situazione che vivono le ex Province Siciliane. La verità è che non si vuole assolutamente tornare alla democrazia nelle province e si vuole ad ogni costo continuare a tenere agonizzanti le stesse province che spesso, come nella vicenda SAC, permettono di fare ragionamenti politici a danno del territorio. Io, ha concluso Vinciullo, che ho sempre mantenuto una posizione chiara e coerente, in questi anni, in difesa assoluta delle Province, ricordando quello che era stato detto e promesso in campagna elettorale, mi sarei aspettato un maggiore impegno del Governo per rilanciare le ex Province.”