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Canone idrico ad Avola, nuova sentenza scuote la città: il sistema a forfait è illegittimo

Canone idrico ad Avola, nuova sentenza scuote la città: il sistema a forfait è illegittimo

Dopo il caso del pensionato di Avola che nei giorni scorsi ha denunciato il pignoramento del proprio conto corrente per il mancato pagamento di tributi comunali, arriva una nuova presa di posizione dell’associazione avolese “La città che vorrei”, che richiama una recente decisione del Giudice di Pace.

Secondo quanto riferisce l’associazione, il giudice avrebbe annullato un accertamento esecutivo notificato dalla Sogert, ritenendo illegittimo il calcolo del canone idrico effettuato con il sistema forfettario in assenza di una specifica previsione contrattuale.

Nel provvedimento, come riportato dall’associazione, si legge che: «Il criterio forfettario può assumere rilevanza e ritenersi legittimo solo se oggetto di specifica pattuizione negoziale tra le parti, nella quale sia fissato e riportato espressamente il dato. La domanda avente ad oggetto la declaratoria di non debenza del canone idrico addebitato al ricorrente attraverso un calcolo a forfait è fondata per l’insussistenza di un valido titolo contrattuale che riconosca al Comune di Avola di aver potuto richiedere le somme in questione».

Canone idrico ad Avola, nuova sentenza scuote la città: il sistema a forfait è illegittimo

Per l’associazione, la sentenza confermerebbe un orientamento già espresso in altri procedimenti, con la conseguenza che gli accertamenti fondati sul sistema forfettario sarebbero privi di legittimità.
«Tradotto in soldoni – afferma “La città che vorrei” – tutti gli accertamenti della Sogert sono illegittimi perché è illegittimo il sistema forfettario.»

L’associazione punta il dito anche contro l’Amministrazione comunale di Avola, sostenendo che, nonostante le numerose pronunce dei giudici, continui a emettere bollettini calcolati a forfait, ad avviare procedure esecutive come i pignoramenti dei conti correnti e ad affidare incarichi legali per sostenere la propria linea difensiva.

La vicenda assume particolare rilievo alla luce, appunto, del caso del pensionato avolese che ha raccontato di essersi visto bloccare il conto corrente sul quale viene accreditata la pensione minima, lamentando di non aver potuto ottenere una rateizzazione prima dell’avvio della procedura esecutiva.

Le dichiarazioni dell’associazione alimentano così il dibattito sulle modalità di riscossione dei tributi locali e sulla gestione del servizio idrico nel Comune di Avola. Resta ora da capire se l’Amministrazione comunale o la Sogert interverranno per replicare alle contestazioni e chiarire la propria posizione alla luce delle pronunce richiamate dall’associazione La Città che vorrei.