Canicattini, studenti e giovani migranti nigeriane insieme nel segno dell’intercultura

Siracusa (10/04/2017) – Un canto di dolore e di speranza, quello rappresentato dalle giovani migranti minorenni arrivate dalla Nigeria in Sicilia dopo aver attraversato confini, deserto e il Mediterraneo, e adesso ospiti del Cpsa “Capocorso” a Siracusa. Un canto, nella loro lingua, che cambia al cambiare del ritmo del kalengo, e che racconta dei consigli di una madre alla propria figlia che si prepara a lasciare la sua terra per intraprendere il viaggio verso l’Europa, verso un futuro nuovo, dignitoso. E tra le raccomandazioni protettive che la madre rivolge alla figlia, c’è quello di guardarsi dalla prostituzione, dallo sfruttamento sessuale. Purtroppo, è proprio attraverso l’illusione di una vita nuova nella ricca Europa che i mercanti di esseri umani, i criminali del racket della prostituzione, riescono a diventare “padroni” non solo del corpo di queste bambine (l’età oscilla dai 12-13 anni ai 16) ma della loro vita. Vittime di un fenomeno che cresce sempre più, che quasi sempre ha radici nello stato di povertà o nell’esigenza di scampare ad una vita di stenti, alle guerre civili, alla prostituzione anche li nella propria terra. Quel canto, lo scorso venerdì, ha risuonato al Cpia dell’Istituto scolastico “Martoglio” di Siracusa, la scuola frequentata dalle ragazze migranti destinate al mercato europeo dello sfruttamento sessuale, per l’appuntamento conclusivo di “Illuminiamo il futuro”, la campagna per ridurre la “povertà educativa” dei bambini, lanciata a livello nazionale da Save The Children e curata dalla Rete Sol.Co. (il consorzio di cooperative sociali operanti in tutta la Sicilia), attraverso 7 appuntamenti, che dal 2 al 7 Aprile hanno toccato Gela, Palermo, Catania, Siracusa, e in provincia anche Francofonte e Melilli.

 

 

 

 

 

 

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