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Canicattini, i carabinieri arrestano un uomo per violenze in famiglia e sequestro di persona

 

Nel corso della notte i Carabinieri della Stazione di Canicattini Bagni, insieme al personale della Stazione di Buccheri, hanno tratto in arresto in flagranza dei reati di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale un uomo di 52 anni.

Fondamentale, per porre fine all’ennesimo episodio di violenza consumato tra le mura domestiche, la volontà della vittima di denunciare le vessazioni subite sin dall’inizio del loro matrimonio e sfociate in diversi episodi di aggressioni fisiche. Aggressioni che, ormai, erano divenute molto frequenti, scatenate dalle più banali motivazioni. La donna, però, sperando nel ravvedimento del marito o, forse, temendo ulteriori conseguenze per se stessa e per i due figli, un ragazzo di 13 ed una ragazza di 18 anni, non ha mai fatto ricorso a cure mediche, né ha mai denunciato quanto accadeva in casa. Tale escalation di violenza ha raggiunto l’apice nel corso della tarda serata di ieri quando, al culmine dell’ennesima discussione, l’uomo ha iniziato ad inveire contro la moglie, passando poi alla violenza fisica, strattonandola ripetutamente e tirandole i capelli. Divincolatasi, la donna è riuscita ad uscire di casa allontanandosi in macchina per chiedere aiuto. Da subito, però, il marito ha iniziato a telefonarle per convincerla a rientrare in casa, riferendo che avrebbe lasciato liberi i figli solo quando lei fosse tornata indietro. Ed infatti l’uomo aveva fisicamente bloccato i due figli, tenendoli per il collo ed i capelli. A questo punto la donna ha contattato il numero di emergenza 112 e dopo pochi minuti i Carabinieri sono intervenuti sul posto. Presi contatti con l’uomo al fine di tranquillizzarlo, non appena questi ha socchiuso la porta dell’abitazione, i militari sono entrati in casa bloccandolo e mettendo al sicuro i ragazzi. Tanta paura per tutti e, per fortuna, solo qualche escoriazione per la donna ed uno dei figli.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

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