Bambini con genitori detenuti, l’analisi di Paolo Crepet sulla povertà educativa nelle provincie di Siracusa
Bambini con genitori detenuti, l’analisi di Paolo Crepet sulla povertà educativa nelle provincie di Siracusa
Un contributo di grande rilievo al dibattito sulla povertà educativa arriva da Paolo Crepet, che ha partecipato a “Sprigiona il tuo cuore”, progetto selezionato nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, operante sui comuni di Augusta, Priolo Gargallo, Ragusa e Siracusa.
C’è una povertà che non si misura in monete né in statistiche, ma negli sguardi bassi, nei silenzi che si allungano, nelle parole che non trovano casa. È la povertà educativa minorile: una frattura invisibile che attraversa le vite dei bambini e dei ragazzi quando vengono meno relazioni, esempi, possibilità.
È dentro questa crepa che si colloca il progetto Sprigiona il tuo cuore, un’iniziativa che non si limita a intervenire, ma prova a ricucire. A restituire tempo, ascolto, presenza. A creare luoghi in cui l’educazione non sia solo trasmissione di contenuti, ma cura delle relazioni e ricostruzione di orizzonti.
In questo solco si inserisce la riflessione del professor Paolo Crepet, che con lucidità e passione richiama tutti – famiglie, scuole, comunità – a una responsabilità condivisa. Perché la povertà educativa non è un destino, ma una mancanza di legami. E ogni legame che si riannoda è già un atto di futuro.
“In generale bisognerebbe capire il motivo di tale povertà, nel senso che oggi avremmo tutti gli strumenti per vivere meglio, ma ciò non accade, è evidente -spiega Crepet- che c’è una contraddizione e i ragazzi la respirano. Ovviamente parlando di figli di genitori detenuti l’effetto della povertà educativa diviene assolutamente dirompente e l’assenza del genitore potrebbe avere una doppia declinazione, da una parte essere vissuta dal figlio come abbandono da parte del genitore, dall’altra divenire un simbolo, quasi un segno di appartenenza, quantomeno in certa cultura del degrado, limitrofa alla criminalità”.
“Quando da giovane mi occupavo di comunità che operano in questo settore – aggiunge Crepet- si era ipotizzato di sperimentare la creazione di un luogo terzo -tra la società e l’istituzione carceraria- una comunità in cui i bimbi di un genitore detenuto potessero crescere in luogo senza sbarre, poi alla fine abbiamo ritenuto opportuno non sperimentare questa possibilità pensando che non fosse così urgente, oggi invece ci rendiamo conto che lo era eccome, anche perché la criminalità si giova della reiterazione, dell’entrare e uscire dalla galera, e il fatto che i figli siano più o meno abbandonati a loro stessi favorisce, in maniera quasi spregiudicata, il fiorire di nuove violenze.»
La povertà educativa minorile resta una sfida cruciale per la società contemporanea, soprattutto quando a risentirne sono i bambini e i ragazzi più fragili, come quelli con genitori in stato di detenzione.
La mancanza di legami stabili, la carenza di punti di riferimento e l’esposizione a contesti sociali difficili possono avere conseguenze profonde sullo sviluppo emotivo e sociale dei giovani. Interventi mirati, progetti di comunità, volontariato e iniziative scolastiche rappresentano strumenti fondamentali per offrire ai ragazzi nuove opportunità di crescita e percorsi alternativi alla marginalità.
Creare spazi sicuri, occasioni di ascolto e momenti di relazione consente di contrastare la frattura educativa e di restituire fiducia nei confronti della società. La collaborazione tra famiglie, scuole, associazioni e istituzioni locali diventa così essenziale per costruire un ecosistema educativo più inclusivo e resiliente. Investire in iniziative capaci di ricucire queste crepe significa non solo sostenere i minori oggi, ma anche costruire basi solide per una comunità più coesa e responsabile in futuro.
La sfida rimane aperta, ma ogni azione concreta in grado di accompagnare i bambini e i ragazzi nella loro crescita rappresenta un passo verso la riduzione delle disuguaglianze e la promozione di una società in cui l’educazione, i valori e le relazioni umane siano davvero al centro.

