Avola: il cadavere di un anziano giacente da piú di un anno in camera mortuaria. Spuntano nuovi casi. Per la sindaca Cannata tutto regolare
DI SEBI ROCCARO
Avola: il cadavere di un anziano giacente da piú di un anno in camera mortuaria. Spuntano nuovi casi. Per la sindaca Cannata tutto regolare
Si fa sempre più inquietante la vicenda che riguarda la camera mortuaria del cimitero comunale di Avola, dove i Carabinieri del NAS, nel corso di un sopralluogo avvenuto il 9 ottobre 2023, hanno scoperto la presenza di più salme rimaste lì per lunghi mesi – in un caso, addirittura per oltre un anno – in attesa di tumulazione. I fatti sono venuti a galla solo adesso, circondati da un silenzio assordante, spezzato da signor Paolo Caruso che ci ha contattati.
Il video di Paolo Caruso che denuncia la permanenza di un uomo di 86 anni in camera mortuaria
Tra le salme rinvenute, quella di Corrado Caruso, il cui corpo risultava giacente da quasi quattro mesi. Accanto a lui, però, i militari avevano accertato anche la presenza di Giuseppe Caruso, nato il 3 gennaio 1936 e morto il 22 agosto 2022: il suo corpo era ancora nella camera mortuaria dopo un anno e due mesi dalla morte, fino al terzo trimestre del 2023. A darne notizia è Paolo Caruso durante l’edicola di ieri sabato 28 giugno.
POSSIAMO IMMAGINARE IL DOLORE DELLA VEDOVA DEL POVERO GIUSEPPE CARUSO CHE NON HA POTUTO DARE UNA DEGNA SEPOLTURA AL MARITO, SE NON DOPO UN ANNO E 2 MESI, DOPO L’ARRIVO DEI CARABINIERI DEI NAS AL CIMITERO. Proprio questo caso è stato oggetto di ricorso legale presentato tramite l’avvocato Sano, portando alla luce una realtà che ha lasciato sgomenta l’intera comunità.
Ma non è finita: fino al 20 luglio 2023 risultava presente anche la salma di Concetta Artale, nata il 10 febbraio 1933 e deceduta il 5 marzo 2023, rimasta nella stessa struttura per oltre quattro mesi.
La situazione appare grave e tutt’altro che isolata. A denunciare ulteriori criticità nella gestione del cimitero è sempre Paolo Caruso, che da tempo segnala pubblicamente ritardi, omissioni e anomalie nelle tumulazioni coincidenti con la permanenza del padre nella camera mortuaria, fornendo date e circostanze dettagliate. Le sue dichiarazioni stanno contribuendo a far luce su una serie di episodi.
Il Comune di Avola non ha ancora rilasciato una nota ufficiale sulla vicenda cimitero se non attraverso facebook nella Giornata di venerdì intorno alle 12.30, in cui la sindaca ha espresso il suo pensiero definendo “imbroglione politico” il cittadino, ovvero Paolo Caruso. La sindaca ha fatto riferimento nel video ai lavori e all’impegno dell’amministrazione per portare avanti i nuovi loculi e anche quelli già pianificati all’interno del cimitero (200 loculi e 80 celle ossarie, nonchè altri 240 nuovi loculi), facendo riferimento al caso “Caruso” e alle polemiche di questi giorni. Ha, quindi, in sintesi affermato che ci si attiene alle leggi dello Stato e che i funzionari del Comune eseguono le leggi. Ecco il video
La sindaca accusa Caruso di essere un imbroglione politico
La situazione solleva interrogativi gravi non solo in merito al rispetto della dignità dei defunti, ma anche sulle responsabilità amministrative nella gestione del cimitero in particolare sulla camera mortuaria, nella quale i Carabinieri del NAS durante il sopralluogo avrebbero riscontrato criticità: aerazione ed illuminazione insufficienti, sporco non rimosso da tempo etc.
Ci si chiede perché il comune, alla luce della sentenza del Tar Catania non procede al cambiamento del regolamento cimiteriale? In un appello al sindaco Paolo Caruso scrive così: ”Caro Signor Sindaco, per amore dei cittadini, dei vivi e dei morti, faccia un grande gesto di responsabilità, umanità, giustizia, intelligenza e sentimento cristiano. Ella può risolvere immediatamente e definitivamente “l’affare Cimitero” da me sollevato con una semplicissima delibera. Modifichi subito il vergognoso art. 103 del Regolamento di Polizia Mortuaria del 30/11/2023 eliminando semplicemente le seguenti parole: “dalla data della originaria concessione”, e sostituendoli con i principii stabiliti e confermati dalle sentenze del TAR Catania. Farebbe risparmiare alle casse comunali e quindi ai cittadini migliaia o milioni di euro, evitando inutili contenziosi e ingiustificate sofferenze alle persone colpite da un lutto! ”
Intanto spuntano fuori anche le tariffe secondo il quale chi muore dovrebbe pagare 498 euro per il seppellimento nelle cripte del Comune di Avola (ovvero nelle vecchie società come la Marconi, i combattenti, gli agricoltori etc). A questi si aggiunge anche la spesa che occorre affrontare per l’acquisto del loculo, il cui costo qui sotto elencato.
Ecco il tariffario:
1^ fila Euro 2403,00
2^ fila Euro 2553,00
3^ fila Euro 2453,00
4^ fila Euro 2143,00
5^ fila Euro 1943,00
Se pensiamo che occorre pagare anche l’agenzia per i funerali, ad Avola per morire occorre fare un prestito in banca.
la ditta privata che si occupa delle tumulazioni ha poi anche le tariffe relative a:
1) tumulazione in loculo con muretto Euro 268,40
2) tumulazione in loculo a lettone in terza fila Euro 370,00
3) tumulazione in cripta Euro 268,40
Il supplemento dei ponteggi utilizzati e di 183,00 che, sommati ai costi descritti, la cifra complessiva si aggira sui 400/450 euro fino ad arrivare a Euro 550.
Intanto, pare, successivamente alla visita dei NAS che ha appurato una serie di criticità all’interno della camera mortuaria, il Comune di Avola ha deciso di far firmare una sorta di documento in cui il cittadino, parente del defunto, si impegna a pagare il rinnovo della concessione appena il Tar si pronuncerà. Nel contempo il caro defunto viene regolarmente tumulato.
Nel dibattito ieri su Canale 8 anche Nicola Bono interviene chiarendo l’aspetto giuridico: “la sindaca Cannata non può dichiarare che la sentenza del Tar di Catania sia riconoscimento di un principio di diritto che ormai è riconosciuto in tutta italia. Quale diritto? In quale norma di legge è inserito? (…) Viene attribuito – continua Bono – un decreto che non esiste del Presidente della Repubblica una cosa che è nella mente del comune di Avola ma che non è nella legge“
sopra il video di Nicola Bono
Ci chiediamo: ma il Tar non si già pronunciato dando esatta indicazione al signor Caruso Paolo di non dover pagare la somma richiesta dal Comune in quanto già pagata al momento del rilascio della concessione originaria? Cosa aspetta il Comune di Avola ha cambiare il regolamento ?
Il caso resta aperto. Le famiglie colpite, nel frattempo, non riescono a dimenticare quella che loro definiscono una “gravissima ingiustizia perpetrata nei confronti dei defunti che non si possono difendere e che avrebbero dovuto avere degna sepoltura e riposare in pace.”

