Autostrada Ragusa–Catania, botta e risposta tra Falcone e Cortese L’assessore chiede «quali rapporti tra sindaci e concessionario?» Il primo cittadino: «Non serve la polemica e il fuoco amico»

Botta e risposta tra l’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Marco Falcone, e il sindaco di Vizzini, Vito Cortese. L’esponente della Giunta regionale, commentando la recente iniziativa di un gruppo di amministratori locali in favore dell’autostrada Ragusa–Catania, aveva parlato di «inaspettata presa di posizione dei sindaci», definendola «speciosa e con un pizzico di malafede. Erano stati loro – aveva aggiunto Falcone –, assieme al ministro Lezzi, a darci la buona notizia, eppure sono passati quasi quattro mesi. Siano allora i sindaci a dirci la verità: perché il progetto della Catania-Ragusa ancora non viene approvato? Quali sono i veri rapporti tra loro, il concessionario proponente e il ministro Lezzi? Cosa c’è da aspettare ancora? Il Governo Musumeci, da mesi e con progetti alla mano, lavora per costruire la Catania–Ragusa. Siamo in attesa, ma non vorremmo che questo stallo si prolungasse per altri dieci anni».
La replica alle parole dell’assessore non si è fatta attendere. «L’autostrada Ragusa–Catania – sottolinea il sindaco di Vizzini, Vito Cortese – è un’opera imprescindibile per l’economia e la sicurezza di un territorio che ha un porto, un aeroporto e un mercato ortofrutticolo tra i più importanti d’Italia, un’offerta turistica fra le più straordinarie dell’Isola (i luoghi di Verga, Capuana, Quasimodo) ma non ha alternative valide al trasporto gommato che congestiona la Ragusana. È questa l’unica valutazione che da primo cittadino mi spinge a lottare per garantire alla comunità che rappresento un’oppportunità rispetto all’isolamento e la prospettiva di nuovi orizzonti lavorativi per i nostri giovani».
«Spiace che l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone generalizzi – aggiunge il primo cittadino – alludendo ad atteggiamenti di malafede e ipotetici rapporti privilegiati con il concessionario privato da parte dei sindaci, coinvolti nell’impegno per la realizzazione dell’autostrada. I sindaci hanno avuto, peraltro, il “piccolo” merito di riproporre la necessità e l’impellenza della realizzazione dell’opera nel silenzio generale delle istituzioni e dei loro rappresentanti. Il Governo nazionale, la Regione e l’Assessorato alle Infrastrutture debbono assumersi le responsabilità amministrative che competono loro, altrimenti tutti saremo corresponsabili del continuo ritardo sull’avvio dei cantieri per la realizzazione dell’opera. Ancora una volta la polemica, la retorica del sospetto e la macchina del discredito rischiano di allontanare l’oggetto reale della questione: la realizzazione dell’autostrada è una priorità per il nostro territorio».
«Occorre con fermezza rivendicare il corretto dialogo tra le istituzioni coinvolte – spiega Cortese – e il rispetto dei ruoli e delle competenze. Per tale ragione, quale sindaco di Vizzini, ho presenziato con coerenza e determinazione alla manifestazione dello scorso 16 marzo, ma ho ritenuto di non indossare la fascia tricolore e portare gonfaloni, consapevole che non sia la strada il luogo istituzionale deputato al confronto e alle soluzioni. L’ennesimo rinvio da parte del Cipe dell’approvazione definitiva dell’opera stessa, a ridosso di un altro grave incidente stradale avvenuto lungo la statale 194, impone senz’altro una reazione del territorio che, a mio avviso, deve essere tuttavia qualificata»
«Non serve affatto – conclude il sindaco di Vizzini – la polemica con l’Assessorato regionale alle Infrastrutture: rappresentiamo gli stessi obiettivi, ossia la crescita, il rilancio, lo sviluppo del nostro territorio e la sicurezza dei viaggiatori. Pertanto, piuttosto che innescare un’inutile sassaiola di fuoco amico condivido l’opportunità, come chiesto dal sindaco di Catania, di riattivare il tavolo tecnico permanente presso il Ministero del Sud, al quale deve prendere senz’altro parte, insieme ai sindaci, la Giunta regionale».