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Augusta, intervengono gli ambientalisti: “No al pascolo nell’area dell’ex poligono di tiro”

Augusta (08/10/2016) – L’area dell’ex poligono non è mai stata bonificata da quando sono cessate le esercitazioni a fuoco. Quali garanzie sanitarie, di sicurezza e tutela ambientale sarebbe in grado di offrire la marina? Se lo chiedono diverse associazioni di Augusta, che firmano un documento contro la decisione della Marina. Coordinamento per la smilitarizzazione e la tutela di Punta Izzo: Natura Sicula, Decontaminazione Sicilia, Comitato di base ,NoMuos, NoSigonella hanno così diffuso il duro intervento che riportiamo di seguito:

“La marina militare è in procinto di adibire il comprensorio di Punta Izzo a pascolo per il bestiame. Lo si apprende da un avviso pubblico del genio militare della marina di Augusta, diramato a fine settembre ai 21 comuni del Siracusano, tramite il quale viene formalizzata l’intenzione di affidare in concessione a privati lo sfalcio delle erbe e il controllo della vegetazione infestante del comprensorio costiero “a mezzo uso pascolativo”. Come si dichiara nello stesso atto amministrativo pubblicato il 3 ottobre sull’albo pretorio del Comune di Augusta, la concessione agricola verrebbe aggiudicata a mezzo licitazione privata, cioè attraverso procedura di gara a inviti, per la durata di ben 6 anni. La marina militare, purtroppo, non è nuova a questo genere d’iniziative: già in passato, ad esempio, è stato concesso il pascolo nell’area del deposito di munizioni di Cava Sorciaro, in territorio di Melilli, proprio a ridosso di raffinerie e stabilimenti petrolchimici.

La decisione è grave. L’area, infatti, non è mai stata bonificata da quando è cessata l’attività del poligono di tiro. Ed è ragionevole sospettare che decenni di esercitazioni a fuoco, e prima ancora l’utilizzo del promontorio in periodo bellico, abbiano generato una sensibile contaminazione da metalli pesanti del suolo e dei fondali marini. Basti pensare soltanto al piombo dei bossoli dispersi nell’ambiente e ancora oggi rintracciabili sulla superficie del terreno. Quali garanzie sanitarie e di sicurezza, in relazione all’attività di pascolo, sarebbe in grado di offrire l’amministrazione militare?

Aprire Punta Izzo al pascolo senza stabilire la capacità di carico dell’area, rischia, inoltre, di arrecare notevoli danni al prezioso patrimonio naturalistico che caratterizza questo tratto di costa. Ciò finirebbe per compromettere la possibilità che si riconosca Punta Izzo come parco o riserva naturale, una volta ottenuta la sua definitiva smilitarizzazione. Ci sembra paradossale, infine, che la marina autorizzi l’ingresso degli animali in una zona militare, mentre viene mantenuto il totale divieto d’accesso per la cittadinanza di Augusta.

Sulla base di queste considerazioni, invitiamo il genio militare della marina di Augusta a fare un passo indietro, revocando l’avviso per la gara d’appalto, nell’attesa che vengano svolte accurate indagini tecniche finalizzate ad accertare il reale “stato di salute” del comprensorio di Punta Izzo.

Nelle prossime settimane, presenteremo alla città il testo della petizione popolare rivolta al ministero della difesa e alle altre autorità competenti, per richiedere ufficialmente la smilitarizzazione e gli interventi di bonifica e tutela ambientale e culturale di Punta Izzo. Da quel momento in poi inizieremo la raccolta firme, con l’obbiettivo primario di allargare la partecipazione attiva della cittadinanza in questa battaglia per la riconquista e la difesa di un bene comune”.

Coordinamento per la smilitarizzazione e la tutela di Punta Izzo: Natura Sicula, Decontaminazione Sicilia, Comitato di base NoMuos/NoSigonella

 

Augusta,

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