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Agrigento – La Provincia non ha più i soldi per finanziare il Consorzio Universitario che rischia la chiusura. Il Commissario straordinario non sa dove prendere i 750 mila euro l’anno per mantenerlo. Tremano i Consorzi delle altre Province.

Sono senza soldi le Province Regionali siciliane dopo la legge di riforma che le ha trasformate sulla carta in Liberi Consorzi dei Comuni ma che ancora non ne ha definito passaggio di funzioni, competenze e, soprattutto, attribuzione di risorse finanziarie. E così sono sull’orlo del fallimento. Non hanno le risorse per pagare il gasolio per il riscaldamento degli istituti scolastici superiori, per assicurare l’assistenza all’autonomia agli studenti diversamente abili, per i servizi e si anche per poter pagare gli stipendi ai propri dipendenti. E così la parola d’ordine dei Commissari che si sono insediati appena un mese e mezzo fa, e’ risparmiare. Del resto, non si possono spendere somme che in cassa non ci sono perché non arrivano dalla Regione e dallo Stato. Rischia, allora di chiudere il Consorzio Universitario di Agrigento per il disimpegno finanziario della Provincia Regionale. Il nuovo Commissario straordinario, Alessandra Di Liberto, non sa dove reperire i 750 mila euro l’anno che servono per cofinanziare l’Ente e vuole uscire dal Consorzio. Analoga decisione fu presa lo scorso anno dall’allora Commissario straordinario della Provincia Regionale di Ragusa. A rischio, dunque, per gli stessi motivi tutti gli altri Consorzi Universitari della Sicilia. Per il Consorzio di Agrigento oltre alla Provincia Regionale che contribuisce con la somma più significativa di 750 mila euro, ci sono il Comune di Agrigento che mette 150 mila euro, la Camera di Commercio: 50 mila e pochi altri Comuni con degli spiccioli. La Regione contribuisce con un contributo annuo che ricalcola periodicamente. Chiaro che in tale situazione non esiste altra strada e questi problemi deve risolverli la Regione Siciliana se ne ha le capacità e le risorse.
Andrea Bologna

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