Il suicidio del giovane siracusano diventa virale sui social, grave la responsabilità dei giornalisti

Siracusa (17/02/2016) – Ancora una giovane vita stroncata dalla precarietà e dal disagio sociale, ma quanto ancora le nuove generazioni dovranno pagare il prezzo della crisi, anche economica, che travolge la Sicilia?. Il caso del ragazzo siracusano stroncato dal mal di vivere ci pone, però, anche profondi interrogativi etici sul modo con il quale il fatto di cronaca è stato trattato dai media. Su Facebook la sua foto è diventata virale, perché ha fatto certamente notizia raccontare di chi ha scelto d’impiccarsi in casa, fermando il calendario  della sua esistenza a quella  maledetta notte di lunedì 16 febbraio. Rimbalzando da profilo in profilo, la la cronaca è stata reiterata centinaia di volte, pubblicizzando le testate dei giornali on line che l’hanno pubblicata, ma, contemporaneamente, straziando, condivisione dopo condivisione, la famiglia, gli amici  e tutti quanti hanno voluto bene a chi ha scelto di lasciare prematuramente tutto e tutti. Si tratta di danni irreparabili sul piano emotivo, senza considerare l'”effetto emulazione” sul quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo messo in guardia i mass media nei casi di suicidi. E’ facilmente intuibile, quindi, quanto deleterie siano state le tecniche da giornalismo d’assalto con le quali è stato trattato questo suicidio. Considerazioni che impongono di riflettere sul ruolo del giornalista e della responsabilità sociale di chi fa informazione. Un like in più non vale certo la fitta al cuore di una madre che vede la foto e legge il nome del proprio figlio suicida mentre è  ancora disteso, a casa, nel suo letto di morte. E’, quindi, da irresponsabili, oltre che da dilettanti allo sbaraglio, trattare il viaggio senza ritorno di una giovane vita così come hanno fatto molti giornali on line. Visto che l’informazione può e deve essere anche occasione di formazione, per chi non l’avesse ancora letta, ricordiamo che esiste la carta dei diritti e doveri del giornalista, che impone precise direttive comportamentali in simili evenienze. C’è anche un significativo documento dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, che spiega a chi fa informazione (se ancora non l’avesse capito) come si tratta la cronaca di un suicidio. Quel documento, datato marzo 2012, ve lo proponiamo integralmente perché chi legge impari a giudicare i mezzi d’informazione non soltanto dai presunti scoop che fanno, ma anche, e soprattutto, dalla qualità delle notizie e dalla centralità con la quale trattano le persone, le emozioni e gli ideali di una comunità locale.

Giuseppe Cascio

Come un giornalista deve trattare i casi di suicidio  (Documento dell’Odg del 19/03/2012 -Toscana)
Con sempre maggior frequenza, sui mezzi di informazionetoscani vengono trattati i casi di suicidio con insufficiente attenzione al dovuto rispetto a cui hanno diritto le persone che decidono, con un atto estremo, di risolvere il dramma che stanno vivendo.
Le norme deontologiche indicano chiaramente le cautele con cui devono essere esposti questi casi per non provocare dei fenomeni di emulazione: ci sono dati dell’Organizzazione mondiale della sanità che dimostrano in modo chiaro che parlare dei suicidi fa aumentare il numero delle persone che decidono di togliersi la vita. E raccomandano anche la necessità di tenere al riparo da un’inutile e crudele pubblicità i familiari e i parenti già provati da un così forte dolore.
Per questo, a parte pochi, straordinari casi nei quali il diritto e il dovere di cronaca prevale sul rispetto della privacy, non devono essere divulgate le generalità di chi ha deciso di togliersi la vita e altri particolari che rendano il suicida identificabile, nel pieno rispetto della persona, che è uno dei cardini della professione, come ricordano i principi della Carta dei doveri del giornalista. Nei casi in cui prevale il diritto-dovere di cronaca sarebbe comunque utile ricordare i servizi che offre il territorio per aiutare chi vive situazioni di estremo disagio.
Il consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, che è tenuto ad aprire procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi che violano le norme della deontologia, raccomanda quindi la massima attenzione nel trattare notizie di questo genere. A questo proposito, l’Odg toscano ha anche realizzato un breve video, reperibile sul sito www.odg.toscana.it, sulla pagina Facebook dell’Ordine e su You Tube, dedicato a questo argomento.
Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana

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